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Fernanda Pivano e la beat generation a teatro

«America, metà anni cinquanta: è lì e in quel momento che nascono i giovani, prima non c’erano veramente o, se c’erano, nessuno se li filava (…) Sempre in America, sempre metà degli anni cinquanta, altri giovani, invece di cavalcare mode e conformismi imposti dal mercato… resistono. Questi, gli altri, sono beat…».
L’ambasciatrice per antonomasia della beat generation se n’è andata in una calda notte di agosto, e in molti, questa estate, le hanno dato l’addio. Ma alle giovani generazioni, scosse dall’inquietudine del vivere, dal battito ribelle dell’esistenza, quelle cresciute on the road, assieme a Kerouac, Hemingway, Edgard Lee Masters, Allen Ginsberg, William Burroughs, a tutte loro, Fernanda Pivano ha da dire ancora molto.
"La canzone di Nanda", il nuovo spettacolo di Giulio Casale, che debutterà il 16 novembre in prima nazionale alla Scatola Magica del Teatro Strehler (http://www.piccoloteatro.org/) con la regia di Gabriele Vacis (fino al 6 dicembre), ripercorre le tappe di un’avventura lunga quasi un secolo attraverso i Diari 1917-1973 (pubblicati da Bompiani) e i racconti originali fatti dalla Pivano a Casale negli anni della loro frequentazione.
Una drammaturgia che porta in scena i tanti amici e i tanti amori artistici di Nanda, ma anche le canzoni più rappresentative di un’epoca. In tour a Mirano (16 dicembre); Chiabrera (18 dicembre); Modena (13-14 gennaio); Firenze (15 e 16 gennaio).
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On novembre 2nd, 2009, posted in: Lifestyle News by
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