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Cervelli in fuga

Laureati e con la valigia sempre in mano. Questa la fotografia che emerge dal rapporto sulla mobilità delle forze lavoro in Italia, diffuso il 12 gennaio scorso da Bankitalia e da cui risulta un dato assai rilevante: sono sempre più numerosi i “cervelli” che decidono di lasciare la propria terra natia dopo la laurea per cercare di trovare fortuna soprattutto nelle grandi aree metropolitane.
Tra il 2000 ed il 2005 sono oltre 80 mila i giovani laureati che hanno scelto, tra le altre, Bologna, Trieste o Milano per cogliere nuove opportunità professionali in settori come la pubblica amministrazione e i servizi. Sono, per l’appunto, le regioni del Sud ad esportare i propri talenti, ma in un certo senso il fenomeno riguarda anche altre zone geografiche.
E allora ecco come i numeri (il riferimento è al quadriennio 2001 – 2005) raccontano questo fenomeno sociale. Napoli e la sua provincia si piazzano al primo posto, rispetto alle dodici aree metropolitane considerate dal rapporto, in fatto di cervelli in fuga: ben 11,5 neo dottori su mille cercano migliori fortune al Centronord, con un incremento rispetto al quadriennio ’96-’00 di quasi 5 punti percentuali.
Seguono poi Bari (5,7 % di migranti, rispetto al 2,4% precedente) e Palermo (4,9% rispetto all’1,3%), mentre tra i grandi centri del Centronord Firenze, seppur in attivo, denuncia un aumento del fenomeno di 2 punti percentuali tra il 2000 ed il 2005. Torino, Genova e Venezia poi, seppur in miglioramento, fanno registrare ancora percentuali negative rispetto ai laureati che cambiano città con la laurea in tasca.
Ma quali esattamente le città che più sono al centro dei desideri dei nostri laureati per una vita professionale adeguata? Come si diceva l’Emilia Romagna è la regione più attrattiva con Bologna che accoglie oltre il 10% dei migranti, poi seguono Trieste con il 7,3%, Milano con il 7% e Roma (con un netto aumento rispetto al 2000) che ne accoglie il 6%. Fra le regioni del Centrosud che invece hanno accolto più studenti provenienti da fuori si segnala l’Abruzzo, in netto vantaggio su tutte le altre, che da questo dato può continuare a lavorare nella sua delicata fase di ricostruzione.
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On gennaio 14th, 2010, posted in: Lifestyle News by
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