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Walter Pradel, il

Ci si aspetterebbe un interlocutore tutto “genio e sregolatezza”. Invece, Walter Pradel, torinese classe ’74, di cui in questi giorni esce il CD “Tutto da rifare”, è abituato a parlare ai giovani, tramite la sua musica, “con il cuore”. E dal profondo del cuore contesta il messaggio, spesso lanciato dai media, che per conseguire il successo nel campo dello spettacolo basti la visibilità. Detto da chi ha posato (semi-nudo) come fotomodello per grandi campagne mediatiche, è comparso nella fiction “Centovetrine” per il suo (bell)’aspetto lascia piuttosto perplessi. “In realtà – ammette – si è trattato di collaborazioni per perseguire il mio sogno: la musica.” Per coltivare la sua passione per la musica Walter ha rinunciato ad una carriera da ingegnere ma del quasi-ingegnere ha tutta la meticolosa precisione nel perseguire un proprio percorso professionale, al di là di “successi ed insuccessi, che – ammette – ci sono stati e ci sono in qualsiasi carriera, artistica o meno”. “Anche la musica – aggiunge – richiede un duro lavoro di preparazione, al di là dei talenti che si hanno: dopo aver partecipato a concorsi come il Festival di Castrocaro nel ’97, “Una voce per Mia Martini” o Sanremo Giovani nel ’96, grazie anche a studi di canto dapprima lirico e poi con la tecnica vocale chiamata “voicecraft”, ho fatto pure esperienze di teatro dove, dopo studi di dizione e recitazione, ho anche lavorato come attore, tra l’altro, ne “Il Fantasma di Canterville” tratto dall’opera omonima di Oscar Wilde e scritto da Franco Travaglio, fratello di Marco, nel musical "Stessa spiaggia, stesso mare”, nell’” opera multimediale Hit Parade: 1979”.”” Proprio grazie a quel Sanremo Giovani del ’96 – aggiunge – ho incontrato l’autrice e vocalist dei miei pezzi, Cristina Baroni, che tutt’ora collabora con me”. Ed è un po’ per caso e un po’ per destino che Walter si ritrova, 2 anni fa, in un concerto di musicisti in Darsena a Genova, dove incontra Giacomo Caliolo, ex bassista dei Rondò Veneziano. Da questo incontro con Giacomo Caliolo, nasce un nuovo incontro con Verdiano Vera e poi un CD presso Maia Records, dando luogo ad una "sinergia musicale" che annovera anche Roberto Izzo e Stefano Cabrera, due musicisti che, come Gnu Quartet, accompagnano anche Jovanotti, Cristicchi, Baustelle, Gino Paoli. Due musicisti, Roberto e Stefano, incontrati, di nuovo, un po’ per caso ed un po’ per destino, andando a sentire un concerto di Gino Paoli al teatro Alfieri di Torino, grazie all’ invito di due amici e collaboratori di Walter nella sua avventura musicale, Marco Cavallaro e Claudio Insegno. E che per Walter l’amicizia sia uno dei valori di supporto della sua esperienza musicale e di vita, lo si capisce quando aggiunge.”Non dimentichiamo che a questo mio progetto musicale, culminato nell’ultimo CD “Tutto da rifare”, hanno collaborato altri musicisti come Davide Rossi (pianista Jazz, molto noto nella scena ligure), Antonello Palmas, Pino Di Stadio, Elisa Pilotti, e tantissimi altri, anche perchè dietro ad un volto c’è il lavoro di tante persone che a volte non si vedono, ma sono indispensabili. In fondo, il lavoro è espressione della nostra anima e tutti questi musicisti sono ormai diventati compagni di viaggio e di vita di un progetto chiamato ‘Walter Pradel’. Forse per questo, il CD “Tutto da rifare” non è che un punto di partenza per nuovi traguardi musicali”. Come sempre, con un duro lavoro alle spalle.
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On giugno 5th, 2010, posted in: Facce di Campus by
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