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Un piano per l

A 20 DAL MURO, IL VECCHIO CONTINENTE SCOPRE, NEI TALENTI DALLE DOPPIE ORIGINI, COME EMANUEL RIMOLDI, UNA NUOVA GIOVINEZZA

Ho visto per la prima volta Emanuel a un concerto a Milano. Con altre 200 persone lo ascoltavo in un repertorio da Beethoven a Scrjabin.
Emanuel Rimoldi Margaritescu, papà italiano e mamma di Bucarest, ha la mia età, 22 anni, e da poche settimane studia al Conservatorio Tchaikovsky di Mosca con Elisso Virsaladze, una delle più grandi pianiste viventi, che insegna a 20 allievi in tutto il mondo.
Quando lo rincontro per l’intervista mi racconta del suo percorso: «Dopo i dieci anni in Conservatorio nella classe del maestro Risaliti la mia formazione è continuata sotto la guida dei maestro Balzani, che mi ha seguito nel biennio di laurea specialistica a Milano e all’Accademia di Imola».
A Emanuel, oltre che il pianista, piacerebbe fare il compositore, scrivere musiche per film o pubblicità. Ma non è facile. «In Italia le possibilità lavorative sono quasi inesistenti. Per questo ho appena svolto un Erasmus in Germania. A Monaco di Baviera mi è stato aperto un mondo… Musica da camera a un livello altissimo, concerti in continuazione, attenzione alla musica da parte delle persone. E anche soldi…».
Ma i concerti sono solo la punta dell’iceberg. Il lavoro di un musicista consiste per Emanuel soprattutto «di introspezione nella musica e in se stessi». «Quello che faccio quando mi trovo davanti a un spartito», racconta, «è cercare di “analizzare” ogni elemento musicale, di dargli un senso tramite immagini e sentimenti. Ognuna di queste cellule entra in un pensiero articolato che, seguendo lo stile del compositore, permette un’esecuzione unitaria, corretta ma allo stesso tempo personale. Senza questa attenzione ai dettagli, l’ipotetica esecuzione non sarebbe altro che molto musicale».
Ma bastano talento e una passione come questa per arrivare al successo? «Spesso contano anche i fenomeni, alcuni musicisti piacciono per un carisma particolare o perch

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On ottobre 15th, 2009, posted in: Facce di Campus by
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