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Tutto l’universo in due emisferi

Che fiuto, questi insetti! Lo sa bene Maurizio, laureato in Biotecnologie mediche a Torino e attualmente al quinto anno di dottorato in Sensory neuroscience, neuroscienza sensoriale, alla Rockefeller University di New York. Proprio qui è stato nominato nientemeno che The David Rockefeller Graduate student nel 2007, come dire: il dottorando dell’anno. Il suo grande amore per la scienza nacque ai tempi delle superiori, grazie a un’insegnante in grado di coinvolgere la classe sulla propria materia mostrandone le mille interconnessioni persino con il cinema e la letteratura. Ecco così che «dopo la laurea in Italia e una breve esperienza allo Sloan-Kettering Institute», racconta Maurizio, «la mia passione per la ricerca mi ha spinto a inviare una domanda di dottorato qui alla Rockefeller University. Dopo aver passato la selezione, mi è stata data l’opportunità di lavorare nel laboratorio della dottoressa Leslie Vosshall». L’obiettivo di questo laboratorio è quello di investigare il modo con cui il cervello interpreta segnali provenienti dall’olfatto, così da poter identificare presenza di cibo, situazioni di pericolo e persino compagni per l’accoppiamento. «Attualmente », spiega a Campus Maurizio, «studio il senso dell’olfatto negli insetti. Oltre a essere organismi nocivi per le coltivazioni e fastidiosi durante i pic-nic, gli insetti possono trasmettere malattie anche mortali per l’uomo come la malaria, la febbre gialla, la dengue o la leishmaniosi. Uno dei modi in cui gli insetti trovano gli esseri umani è proprio il loro senso dell’olfatto. In particolare », prosegue, «durante i miei anni di dottorato ho partecipato alla scoperta che i recettori olfattivi degli insetti appartengono a una classe di proteine completamente diversa da quella di altre specie». Scendendo ancora più nel dettaglio, Maurizio ha scoperto come agiscano i repellenti basati sulla molecola denominata Deet, scoperta nel 1946 per la difesa dei soldati americani impegnati in zone malariche e poi divenuta la base per i repellenti più diffusi al mondo: in pratica il Deet non ha un odore che respinga gli insetti, come si potrebbe pensare, ma è come se li rendesse insensibili al nostro odore. «Oltre a essere sorprendenti di per s

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On gennaio 14th, 2011, posted in: Facce di Campus by
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