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ANSIE. TIMORI, DUBBI, EMOZIONE, ECCITAZIONE, ASPETTATIVE. QUESTI SONO I SENTIMENTI CHE RENDONO IL PRIMO GIORNO ALL’UNIVERSITÀ INDIMENTICABILE. NON SOLO PER I COMUNI MORTALI, MA ANCHE PER I COSIDDETTI VIP, QUELLI CHE POI HANNO SAPUTO METTERE A FRUTTO IL PROPRIO TALENTO PER CONQUISTARSI UN POSTO AL SOLE. SCRITTORI, ATTORI, POLITICI, GIORNALISTI E IMPRENDITORI COSÌ RICORDANO IL LORO INGRESSO IN ATENEO…

Ascanio Celestini, attore, matricola nel 1991 alla Sapienza di Roma, facoltà di Lettere
C’è un’immagine che ho stampata nella testa, quando penso al mio esordio universitario: dovevo compilare il modulo d’iscrizione e per quanto mi sforzassi non ricordavo il voto che avevo preso alla maturità. Dovetti chiamare mia madre a casa. Nemmeno ora lo ricordo, ma fu sicuramente basso. Scelsi Lettere con indirizzo etno-antropologico, poi passai a Musica e spettacolo, ma dopo un po’ il Dipartimento chiuse. Chiuse pure il teatro dell’università e per me che volevo fare quello nella vita, non aveva più senso continuare a studiare. Lasciai dopo quattro anni, nonostante avessi fatto 15 esami su 20. E questo è il mio consiglio: la scelta dell’università – uno se ne rende conto soprattutto dopo – è sempre abbastanza casuale. Anche chi ha grandi passioni, spesso cambia opinione col tempo. Quindi anche dopo aver fatto la scelta più ponderata possibile, siate pronti a cambiare facoltà se vedete che la strada non è quella giusta, senza la paura di dire: “Ma ormai ho fatto cinque esami…”». P.F.

Paolo Giordano, scrittore, matricola nel 2001 all’Università di Torino, facoltà di Fisica
«Prima dell’inizio delle lezioni, l’università aveva organizzato due settimane di pre-corso per un ripasso generale di matematica, geometria, fisica… E io che quell’estate l’avevo presa come un’occasione per tagliare i contatti col mondo non lo sapevo. Così sono arrivato il primo giorno in una classe di 120 persone dove tutti già si conoscevano per nome. Ero teso come tutti i primi giorni di scuola e mi sono detto: “Già partiamo male”. Una sensazione sgradevolissima, visto che oltre a me c’era solo un’altra ragazza che aveva fatto il mio stesso errore. La cosa positiva è che fu un’occasione per legare almeno con lei. Poi un altro ponte fu farmi dare tutti gli appunti in blocco da chi aveva partecipato. La lezione però mi servì, perch

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On settembre 15th, 2009, posted in: Facce di Campus by
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