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Collegiali & contenti

C’È UN MODO DI FREQUENTARE L’UNIVERSITÀ AL TOP: VIVERLA DA INTERNI DEI COSIDDETTI COLLEGI D’ECCELLENZA. STRUTTURE, STORICHE O RECENTI, DOVE TUTTO, DALL’OFFERTA FORMATIVA ALLE MEDIE DEI LIBRETTI DEGLI STUDENTI, SA DI HIGH QUALITY

Ai blocchi di partenza. Pronti. Via. Ogni nuova vita, quella universitaria compresa, inizia con una decisa inversione di rotta e con un’altrettanto decisa accelerata. Competenze e atteggiamenti, ritmi e tempi cambiano. Insomma, si riparte. Ognuno con il proprio passo: studenti lavoratori o a tempo pieno, frequentanti e non frequentanti, pendolari o fuori sede. Se non che, tra questi molti modi di affrontare l’università, ce n’è uno particolarissimo: si tratta della realtà, quantitativamente limitata ma qualitativamente rilevante, dei collegi d’eccellenza, luoghi dove gli studenti bravi o bravissimi possono trascorrere gli anni della loro vita universitaria portando a casa una formazione d’eccellenza, un concreto supporto nell’affrontare vita universitaria e primo inserimento nel mondo del lavoro, tante amicizie.
Dai collegi storici di Pavia (Borromeo e Ghislieri) ai prestigiosi centri pisani (S. Anna e Scuola Normale Superiore), dal giovane Collegio di Milano alla rete dei collegi Ceur o Arces, un’unica idea insegue i presidenti e i direttori dei centri dei collegi d’eccellenza: permettere ai giovani interessati, motivati e bravi di investire tempo, energie (e rette, spesso sovvenzionate attraverso borse di studio o compensate dal rimborso delle tasse universitarie) per una preparazione di spicco in vista del domani.
Nei collegi si fa vita comune. Si è ammessi se ci si è diplomati con voti alti e si è superato con successo un colloquio di selezione. Si può entrare da matricole oppure inserirsi in un momento successivo della propria carriera, come l’inizio del secondo anno, o il momento di ammissione a specialistiche e dottorato. Quel che è certo è che poi ci si deve dar da fare, mantenendo una media di 27/30 e impegnandosi a restare in corso, senza scendere al di sotto dei 24/30.
In cambio, si ottiene una rete unica di contatti, sia con gli amici di oggi, che potranno diventare i colleghi di domani, sia con i numerosi professori invitati per convegni e seminari. A Pavia propongono corsi che puntano al miglioramento della preparazione culturale e potenziano la curiosità intellettuale. Al Collegio di Milano attività didattiche «canoniche» si affiancano e si intersecano a incontri con responsabili delle risorse umane e professionisti di successo. Ma si propongono anche momenti di svago e confronto, perch

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On novembre 16th, 2009, posted in: Facce di Campus by
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