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Baby Bill Gates parla in genovese

Senza dubbio Gabriele Borga è l’imprenditore più giovane d’Italia. A 17 anni, ancora studente al liceo scientifico King, a Genova, ha dato vita all’Aginfo, Associazione giovani informatici presso Confindustria del capoluogo ligure, e adesso ne è il presidente. A 18 ha fondato la sua azienda, Innovazione italiana, che produce software e di cui è presidente e amministratore delegato. Dopo anni in cui studiava al liceo e contemporaneamente lavorava. «Adesso», racconta Gabriele, «sono iscritto all’università, corso di laurea in Economia aziendale». Il primo riconoscimento gli è arrivato già a 15 anni, quando ha partecipato al Premio Perotto per la migliore realizzazione informatica («Era un software per gestire squadre di nuoto, sport che allora praticavo a livello agonistico», racconta) e, proprio in quell’occasione, «ebbi modo di incontrare Bill Gates, a Milano, un sogno per chi si occupa di informatica. Mi disse qualcosa, ma devo dire che il mio inglese non era così buono e non l’ho mica capito…». Trovare ascolto in Confindustria, quando ha avuto l’idea di lanciare l’associazione, «non è stato così difficile», racconta ancora Gabriele. «Ho trovato grande disponibilità in Guido Torrielli, responsabile del gruppo Informatica, e intorno a questo progetto si è creata una grande fiducia. Adesso Aginfo ha come interlocutori le istituzioni, l’università, le scuole», racconta. Ci tiene a precisare che i suoi genitori non sono affatto imprenditori, ma docenti, e che quindi il credito che ha riscosso è un merito che si è conquistato tutto da solo. «Le difficoltà per un imprenditore di 19 anni sono tante: farsi ricevere, farsi ascoltare anzitutto…». I cavalli di battaglia della sua impresa sono un paio di software destinati alle scuole, uno per la gestione dei viaggi di istruzione, l’altro per le sostituzioni dei docenti. «In primavera ci allargheremo ad altri campi, come quello della pubblicità online». La burocrazia, autentico spauracchio per tanti imprenditori, non lo scoraggia. Anzi, lancia un messaggio, valido per i suoi coetanei e non solo: «Le cose sono più semplici di come le si dipingono: tiriamoci su le maniche!».

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Campus marzo 2009

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On gennaio 17th, 2011, posted in: Facce di Campus by
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