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A caccia dell’idea giusta per le imprese

Il 27enne Stefano Ierace, laurea in Ingegneria e dottorato, fa ricerca applicata nel Kilometro Rosso, parco scientifico di Bergamo

Autostrada A4 nel tratto Bergamo Milano. Una lunga parete rossa accompagna lo sguardo per oltre un chilometro. Alle sue spalle, invisibili e mascherate da un muro invalicabile «total red» si trovano alcune delle realtà industriali più interessanti del territorio italiano (tra gli altri: DiDue Tessile Spa, Intellimech, Italcementi, Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, Università degli Studi di Bergamo).
Benvenuti nel Parco Scientifico e Tecnologico Kilometro Rosso, che con i suoi circa 392mila metri quadri di pura innovazione, oltre a essere un sogno realizzato di questo bergamasco tenace, ex vicepresidente di Confindustria durante il mandato di Luca Cordero di Montezemolo, è una certezza.
Ne sono una conferma non solo le aziende che si rincorrono all’interno del Parco, ma anche gli obiettivi - impegnativi – già raggiunti. Uno su tutti: diventare punto di aggregazione di imprese dalla forte propensione innovativa, di istituzioni scientifiche e di centri di ricerca e sviluppo per aree evolute. Un luogo privilegiato per il dialogo tra cultura accademica, imprenditoriale e scientifica. Un terreno di sperimentazione per chi, fresco di laurea o con qualche esperienza lavorativa strutturata in curriculum, voglia mettersi in gioco spingendo l’acceleratore sul fattore «r» (ricerca). Una terra di mezzo per chi ha dimestichezza e interesse per tecnologia e dintorni.
È il caso, tra i molti, di Stefano Ierace, ventisettenne laureato in Ingegneria meccanica con orientamento impiantistico- energetico e dottorato di ricerca in progettazione e gestione di sistemi logistici e produttivi integrati. Una bella testolina, insomma, che si trova a mettere in pratica quanto appreso sui libri per Intellimech, ente di ricerca a carattere privato.
Chi è il ricercatore oggi?
Bisogna fare un distinguo tra ricerca di base e applicata. La prima è quella che contraddistingue, per esempio, l’ambito delle scienze fisiche e biologiche, la seconda è quella che lavora per l’industria, come nel caso dell’ingegneria, settore che conosco da vicino. In questa accezione specifica, ricercatore è chi è in grado di identificare e integrare gli strumenti e le innovazioni applicabili nel medio-breve periodo alla realtà industriale e alle sue necessità.
Ciò che si è appreso con lo studio deve essere tradotto per diventare idea produttiva?
Il mio compito è proprio quello di trovare il canale corretto per rendere le metodologie e gli strumenti appresi sui libri e con lo studio in applicazioni concrete pronte a rispondere ai bisogni espressi dalle aziende.
Che cosa ti ha spinto a prendere questa strada?
La possibilità di lavorare con realtà diverse, la sensazione di sentirmi imprenditore di me stesso e l’opportunità di trovare soluzioni concrete a problemi che hanno un’immediata ricaduta mi hanno spronato a scegliere questo percorso. A oggi credo che sia la scelta giusta, soprattutto perch

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On maggio 1st, 2009, posted in: Facce di Campus by
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