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SignJam, ovvero, mix di stili e linguaggi, arti che s’ispirano alla vita metropolitana ricombinate secondo nuovi codici espressivi, dalle street culture alle calligrafie urbane, dalla stickers art alla decorazione del corpo e degli abiti, ma anche le posture degli skaters e degli snowboarders, i movimenti di riders bmx e i ballerini hip hop. SignJam è un progetto di aggregazione e confronto con quanto offre la città e le fasce più giovani della popolazione: un approccio alla creatività libero e innovativo, secondo la celebre espressione di Keith Haring “arte per tutti e dovunque”.
Protagonisti dell’iniziativa, i ragazzi delle scuole superiori e universitarie o parauniversitarie e il loro modo di concepire l’arte: una mescolanza di segni, codici e gesti, linguaggi in attesa di essere scoperti e di evolversi nel confronto e nell’incontro fra le nuove generazioni. Il progetto ha una durata di sei mesi e si articola in due percorsi di lavoro. Entrambi hanno lo scopo di mettere in relazione le esperienze di ragazzi e scuole a quelle di artisti ed esperti di fama internazionale. Il primo presuppone la già attiva collaborazione con alcune scuole secondarie di secondo grado a Milano e Roma, l’Università Cattolica e la Scuola di Cinema meneghina, dove i ragazzi, partendo da tematiche individuate da un gruppo di ricerca, documentano progetti, attività creative e modi espressivi delle street culture, coadiuvati dalla redazione di SignJam. Il secondo percorso consiste nell’organizzazione di alcuni eventi dal vivo, SignJam Live, aperti a tutti, su iscrizione,  per permettere ai ragazzi di entrare nel cuore delle urban cultures, lavorando con i più noti artisti del mondo.
Si parte il 3 e 4 giugno a Milano, al BaseB (via Lambruschini 36), con  la realizzazione di sei workshop tematici che prevedono l’intervento e la partecipazione attiva di artisti come Christian Hundertmark, Mambo, Laurent Burte e molti altri. Questi i laboratori in programma: Art of rebellion: significato, storia e protagonisti delle street arts; Jazzstyle corner, stylewriting: corpo, lettere e colore negli spazi urbani; 100%T: creare t-shirt che riescono a trasmettere il proprio pensiero o la propria personalità; Scratch graphique: graffiti, segni grafici e musica; Get stuck to it: il nastro adesivo, normalmente utilizzato semplicemente per riparare, diventa un materiale interessante per la creazione di oggetti divertenti; Fadings: lavoro sulle reciproche influenze tra gli ambiti dei graffiti e del design.
Lo spazio rimarrà aperto al pubblico con tre exhibit a ingresso gratuito: tre finestre aperte sull’evoluzione delle urban cultures. La due giorni milanese si concluderà con un grande party ai Magazzini generali di Milano (via Pietrasanta), con performance musicali e artistiche live, una serata per esplorare le connessioni tra musica e immagini: un mix di influenze hip hop, musica elettronica, jazz e rock si accompagna a decostruzioni e ricostruzioni grafiche, individuando nuovi ritmi e nuovi significati tra intrattenimento e sperimentazione. E’ possibile scaricare l’invito su www.signjam.it/live/party.
I workshop riprenderanno in autunno nella Capitale. Il tutto documentato da una rivista free press distribuita nelle scuole e in alcune librerie convenzionate. Per informazioni sul programma o per iscriversi ai laboratori milanesi: Metaflow, tel. 02/45498421 redazione@signjam.it, www.signjam.it.

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On maggio 21st, 2006, posted in: Cool by
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