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What are you doing?

C’era una volta la lettera: centinaia di parole su carta. Pura preistoria, poi venne lo Short message service, dove concentrare pensieri e parole in 160 pigiate di tastiera. Ora si parla di caratteri, ridotti a 140 da lanciare a milioni di persone in tutto il mondo: pianeta Twitter è aperto, e dà il benvenuto a chiunque.
«What are you doing?» È la frase imperante a cui ogni iscritto è chiamato a rispondere e che spesso si traduce in: «A che cosa stai pensando?». E facendo una rapida ricognizione ci si accorge che l’università alloggia nei pensieri di molti.
A partire da Matrioskaaa, bisognosa di staccare la spina ancor prima di iniziare i corsi: «È lo stress da matricola preuniversità!». C’è chi invece ha le idee ancora confuse e si ritrova a ragionare contro il tempo, come Vetro_Artfan che posta per ben tre volte: «Ormai siamo agli sgoccioli. Ultimi giorni per decidersi sull’iscrizione all’università!».
Leggendo i pensieri di Sgabuzzino, qualcuno potrebbe cambiare idea, oppure dare un’interpretazione entusiasta: «Sapete qual è il bello di svegliarsi alle sei per andare all’università?… se sì ditemelo, grazie». Una parvenza di risposta, sicuramente non ortodossa, la regala IlComico: «Non rompere i coglioni! Esclamazione del professore a una mia richiesta!! Sono soddisfazioni dopo tre anni di università…».
Twitter serve anche per sfogarsi e urlare le proprie inquietudini al popolo del world wide web. Arunka si lascia andare: «Quando NON vuoi dare gli esami, ti mettono date obbligatorie, e quando li VUOI dare, cambiano le date di continuo. Mèrd».
Capitolo constatazioni, non tanto amichevoli: «Io non so studiare (e la cosa non è positiva, frequentando l’università…)», commenta Mocchanozzilla, mentre ricompare Matrioskaaa, che rende partecipi della sua illuminazione scrivendo «ho capito che il “tra breve” del sito dell’università è mooolto relativo».
C’è spazio anche per un po’ di poesia, limprenditore afferma: «Emozione è accompagnare tua figlia a iscriversi all’università. Per me che non l’ho mai fatta ancora di più» e per un po’ d’ironia: «Mentre pedalavo sulla mia bici scassata, due ottuagenari mi hanno salutata e fischiata. Sono diventata una geronto-sexsymbol», Dania dixit.
La fotografia di una giornata su Twitter si chiude con Vibes#FF, eletto a filosofo della comunità virtuale: «Seguite chi vi pare basta che sia intelligente».

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On ottobre 15th, 2009, posted in: Cool by
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