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Morti senza nome

Ogni anno, nella sola città di Milano, arrivano all’obitorio circa una cinquantina di corpi senza vita, la cui identità è sconosciuta. Spesso questi corpi sono legati a piccole e grandi tragedie ed è solo grazie al lavoro di chi compie una buona autopsia che, a volte, è possibile restituire un nome a chi non lo ha più.

Per tutti i lettori la più famosa antropologa forense è sicuramente Key Scarpetta, l’amatissima protagonista dei thriller di successo di Patricia Cornwell. {mosimage}
Anche in Italia, però, esiste un importante laboratorio di antropologia forense all’Università Statale di Milano e la sua direttrice, Cristina Cattaneo, collabora da anni con la polizia scientifica e con la magistratura italiana al riconoscimento di cadaveri e alla soluzione di casi criminali che spesso hanno riempito le pagine dei nostri giornali. Alcuni di questi casi, come quello delle “bestie di Satana” o quello dell’incidente aereo di Linate, sono raccolti nel libro Morti senza nome, dodici casi criminali per un’antropologia forense (Mondadori, 15,00 euro) dove la Cattaneo ci apre le porte del suo laboratorio e ci svela tutti i segreti di chi il lavoro di Key Scarpetta lo fa per davvero.

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On ottobre 6th, 2005, posted in: Cool by
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