registration





Verrà spedita una password via e-mail.

X-Factor. Tutti e nessuno

È stato Morgan la star delle tre giornate di Milano dedicate da Campus all’orientamento. E non ha lesinato consigli, fra giovani in cerca di futuro e serial victim del suo carisma…

Morgan: nome da pirata, Corsaro Nero misterioso e istrionico. Occhiali da sole, movimento da moto perpetuo, anche quando è seduto, con sigaretta lanciata mentre sale sul palco. Marco Castoldi è anche questo, e dopo un martedì sera passato in compagnia della coppia Maionchi-Ventura, sale sul suo veliero per approdare al Salone dello studente Campus Orienta, a Milano. E al suo arrivo miete vittime in serie: i cuori di ragazzine innamorate dell’immagine del cantante maledetto. Una di loro va oltre, urlando tra la folla: «Morgan, prendimi a X-Factor!». Lui la guarda. Si ferma. La fissa, e dopo qualche lungo secondo passa oltre, tra foto e autografi . Anche questo è stato un modo di proporsi. Quasi che Morgan sia visto come il realizzatore per eccellenza dei sogni del nuovo millennio. Come colui che valorizza il fattore X che si cela in molti giovani. Campus ha chiesto al diretto interessato che cosa ne pensa. Rispondendo, si è autodefinito così: «Sono un dispensatore di sogni, a X-Factor». Sentiamolo.

Morgan, sembrerebbe che in questo periodo l’unica realtà che valorizzi il talento dei giovani sia X-Factor? È veramente così? Come spieghi questa situazione?
Non credo che X-Factor sia l’unico che valorizza i talenti. Mi spiego: in televisione può anche essere l’unico che dà grande visibilità ai giovani, ma nel resto della società abbiamo altro. Concorsi, bandi e altri eventi. Sì, forse sono meno visibili, ma chi è bravo emerge. E il Grande Fratello non può essere considerato come una fucina di talenti. Mette in mostra le idiozie, lì non c’è talento. Dobbiamo sempre ricordarci che si ha successo solo se si è bravi a fare qualcosa.
L’«X-Factor», titolo della trasmissione, si riferisce a «qualcosa d’indefinito», che però è necessario per diventare una star. Dopo due edizioni del talent show, hai un’idea più chiara sulla natura di questo fattore?
Ognuno ha un talento diverso. Di sicuro, qualunque esso sia, il punto imprescindibile è che va coltivato. Sempre e con dedizione. E invece, spesso, vedo assenza di concentrazione e una sorta di qualunquismo. Allo stesso modo, però, va anche ammesso che chi ha talento purtroppo non sempre riesce a emergere, spesso rimane incastrato, stritolato dalla società. Bisogna cercare di insistere su ciò di cui si è appassionati. Ho modulato il mio percorso cercando di seguire le cose che volevo fare, i miei interessi. E fortunatamente sono sempre stato aiutato dai miei genitori. Al liceo ho fatto il classico, ma andavo male perch

Share

On aprile 1st, 2009, posted in: Campus Mix by
No Responses to “X-Factor. Tutti e nessuno”
Leave a Reply

Vai alla pagina facebook del Salone dello StudenteVai alla pagina Twitter del Salone dello StudenteVai alla pagina Youtube del Salone dello Studente
Vai al sito Campus