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Una carta del dolore e della grazia

«Qui non si sente il male che divora la vita come una tarma. Qui si sente che per amore un giorno entra dentro di noi un bambino vestito di bianco. Un po’ antico, un po’ stanco Inforca con furia la bicicletta fissa al pavimento E si dondola/come un cavallo»
Paolo Fabrizio Iacuzzi
 Viviamo in questo mondo ma è come se fossimo già assunti in cielo, è grande il poeta Paolo Fabrizio Iacuzzi che ci offre questo affresco, tra maledizione e santità. Quante analogie tra le immagini del nostro e quelle del poeta – regista Andrej Tarkovskij. Anche Iacuzzi è capace di disegnare con le sue mani una carta del dolore e della grazia; il nostro nome è sempre il nome di un altro, nel pomeriggio che ci vede chinati, a potare le rose.
Walter Rossi, wrossi@iol.it

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On aprile 1st, 2009, posted in: Campus Mix by
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