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Torino d

Squilli di trombe: entra a Palazzo Metropolitanscape, Paesaggi Urbani nell’arte contemporanea, la mostra curata da Marco Di Capua, Giovanni Iovane, Lea Mattarella, organizzata dalla Direzione promozione attività culturali della regione Piemonte, allestita dal 31 marzo al 2 luglio, a Torino (Palazzo Cavour, via Cavour 8, Torino).
Alcuni fra i maggiori artisti internazionali degli ultimi decenni, si confrontano sulla rappresentazione visiva del paesaggio urbano, tema che, attraversando tutto il ’900, è giunto come un’ossessione a interrogare il terzo millennio.
Primo passo, fare il punto. Ristabilendo i nodi salienti dell’immagine scenica, fotografica, e pittorica della città, forse la più emozionante e vasta creazione estetica della specie umana che incarna il vero teatro della modernità. Oltre che memoria politica, civile, culturale di un passato recentissimo, la metropoli attuale è uno spazio puro per accadimenti futuri, ancora in bilico tra utopia positiva e incubo, come testimoniano il lavoro di Arnulf Rainer, dedicato a Hiroshima, e quello di Nicola De Maria rivolto a un futuro migliore (o utopistico).
Secondo: la metropoli rappresenta uno spazio aperto, duttile, mutevole, la città è sempre giovane. Video, fotografie, installazioni, quadri, sculture  descrivono il carattere molteplice e in continua trasformazione del soggetto, attraverso la pluralizzazione dei linguaggi che attraversano il panorama artistico contemporaneo. Dalla New York anni ’70 di Mario Schifano a quella targata 2000 di Bernardo Siciliano; dall’immagine topografica e topologica di Gerhard Richter, Rainer Fetting, Urs Luthi, Thomas Struth, Gunther Forg sino alla grande installazione di Thomas Hirschhorn, Outgrowth, vero e proprio compendio al gigantismo delle metropoli contemporanee; il senso delle forme delle città, dell’architettura come seme germinale nelle creazioni di Tony Cragg, Thomas Schuette, Mario Merz, Christo, Dan Graham, Pedro Cabrita Reis, Andreas Gursky; il nitore come forza spaesante nelle fotografie di Wen Feng, forse il più importante esponente della new wave cinese, e nella pittura iperrealista di Richard Estes; la messa in scena della folla come attrice di nuovi comportamenti sociali in Francesco Jodice; il senso del nomadismo e dell’identità nell’opera di William Kentridge .
Terzo: un’ultima sezione è dedicata al particolare rapporto tra la figura e l’immagine o perfino il corpo dell’artista e la città con opere di Alighiero Boetti, Valie Export, Anna Friedel e Donatella Spaziani.
Informazioni:  via Cavour 8 – Torino, tel. 011/530690, www.palazzocavour.it.

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On febbraio 1st, 2006, posted in: Campus Mix by
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