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Se Dante parla meneghino

Non hanno stupito con acrobazie fantascientifiche ed effetti speciali di ultima generazione, non hanno scommesso sul colpo di scena dando luogo a pirotecnici fuochi d’artificio: la forza della terza edizione di  Per/correre la città è un sapere antico 700 anni. Per questo appuntamento Elsinor, Teatro stabile d’innovazione (www.elsinor.net), Campus (www.campus.it) e Opera D’Arte hanno tirato fuori dall’armadio le pagine della Divina Commedia: con spirito rivoluzionario e grande fedeltà all’intenzione primigenia dell’autore, l’hanno restituita ai luoghi della vita quotidiana e regalata con inedita creatività al self-made man del III millennio. Venerdì 31 marzo, il progetto 100 canti per Milano (www.100cantixmilano.com), realizzato con il contributo dell’assessorato Sport e giovani del comune di Milano e, quest’anno, del Gruppo Ferrovie Nord, con la collaborazione di Atm spa, ha visto declamare in simultanea i 100 canti dell’opera dantesca in altrettanti punti nevralgici della città: l’Inferno recitato in metropolitana, il Purgatorio nelle piazze, il Paradiso nei pressi delle chiese.
Un vero e proprio “incendio” che, attraverso la passione per la poesia e l’iniziativa coraggiosa dei giovani universitari “non attori” delle associazioni studentesche 100 Canti e La Skenè, ha divampato nei luoghi di passaggio, trasformando gallerie, atenei, bar e piazzali nella scena inaspettata di un teatro vivente. Felpe bianche e scritte color seppia, borse tascapane, pergamene con la stampa dei canti da distribuire ai passanti e cartelli scenografici: questo il kit del perfetto cantore. Duomo, S.Ambrogio, largo Gemelli, Lanza, Brera, piazza Leonardo Da Vinci: gli incursori danteschi erano disseminati ovunque. Dalla “vestizione” dei ragazzi e la declamazione del primo canto, nella stazione ferroviaria di Cadorna, alle 13, fino al commuovente XXXIII canto del Paradiso, recitato all’unisono, alle 19, presso la chiesa di San Carlo al Corso, lungo Corso Vittorio Emanuele, la parola poetica ha preso fuoco e si è proposta ai milanesi come segno tangibile di una tradizione ancora attuale.
Dulcis in fundo, il 12 maggio, le terzine viventi, rappresentate dagli universitari delle due associazioni riporteranno Dante alla sua città, riscattandolo dal lungo esilio grazie a un’analoga incursione nel giorno del Genio fiorentino. Chi si è perso Milano ha una seconda chance. Occhio: come recita il logo del progetto meneghino, perdersi due volte la performance nuoce gravemente all’ignavia.

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On aprile 4th, 2006, posted in: Campus Mix by
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