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Lettere di guerra

Dettagli di interesse personale (“Ti scrivo, dunque sono vivo e sto bene”) si combinano con la cronaca (“Il corpo diplomatico adunato dal papa uscì dal Vaticano e, passando per la nostra strada, si diresse alla piazza”). Queste ed altre lettere, scritte da quanti parteciparono alla presa di porta Pia nel 1870, saranno ammirabili a “Romafil 2007”, il salone del francobollo aperto dal 12 al 14 ottobre presso il palazzo dei Congressi (piazza Kennedy 1, ingresso libero, orario 9.30-18.30 domenica chiusura alle 14).

“Si tratta – precisano gli organizzatori – di materiale straordinario dal punto di vista filatelico, storico ed umano, che proviene dalle principali collezioni di Stato Pontificio. L’insieme vedrà la presenza delle più significative rarità del settore, grazie alla disponibilità dei diversi proprietari che hanno accettato di esporre i propri tesori, di grandissimo valore, anche economico.”

 La mostra è dedicata all’intera produzione dello Stato Pontificio fra 1852 e 1870: un ambito che coinvolge numerosi appassionati: un nucleo molto importante dell’allestimento riguarda la presa della città da parte dell’esercito italiano. In tale ambito potrà essere ammirata la collezione “Roma 70”, iniziata da Daniele Zanaria e continuata dalla moglie Angela Seghizzi; seguendo le truppe fra il 12 settembre e il 20 ottobre 1870, permette di ricostruire gli avvenimenti dei giorni in cui Roma viene cinta d’assedio e conquistata. Il quadro è completato dalle missive delle settimane precedenti e quelle successive all’assedio, che consentono di ricostruire fedelmente gli avvenimenti dell’epoca. Le ultime lettere spedite da Roma prima del blocco, ad esempio, presentano i disagi causati dalla crisi, mentre quelle inoltrate dopo l’occupazione mostrano i difficili momenti necessari ad avviare il nuovo corso. Saranno in mostra anche le star della collezione, che rappresentano probabilmente i pezzi più importanti della storia postale italiana. Si tratta delle uniche tre buste note spedite da Roma nel giorno della “breccia”. Registrano un fatto storico di notevole importanza: la fine dello Stato Pontificio e, dunque, del potere temporale riconosciuto al pontefice. Il mittente, quasi consapevole del suo ruolo di testimone, racconta al destinatario ciò che sta vedendo, quello che ha vissuto e sentito: la tensione, i movimenti delle truppe, la gente con le coccarde tricolori che esulta, le grida, il rombo dei cannoni…

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On ottobre 10th, 2007, posted in: Campus Mix by
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