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In scena L’eterno ritorno di Faust

Mikail e Cal, due corpi in cerca di fama e bellezza fra luci, ombre e compromessi. Al Teatro i di Milano

Lait come luce, lait come leggerezza e versatilità. La parola, la fisicità, la luce, l’immagine, quattro linguaggi differenti, ognuno con il suo peso specifico, ognuno con la sua portata luminosa, al servizio di un’unica storia: quella di due corpi e delle loro luci.
In scena al Teatro i di Milano (http://www.teatroi.org), dal 5 al 17 maggio, Lait della 29enne Magdalena Barile, autrice televisiva (Camera Cafè, Affari di famiglia) e teatrale (La Maga Olga, In Tumulto), e docente di sceneggiatura allo Ied, «è un esperimento artistico che racconta di un altro esperimento artistico. E delle sue estreme conseguenze».
Mikail e Cal, giovani e luminosi, vengono reclutati dal Greco, fantomatico artista, con il compito di brillare per lui. In cambio, i due sperano di ottenere fama e bellezza, diventando essi stessi opere d’arte. La scissione fra luce e corpo, tuttavia, non manca di inquietanti effetti collaterali…
Lait, portato in scena da Renzo Martinelli, con Milutin Dapcevic e Federica Fracassi (premio Eti-Gli olimpici del teatro 2007, premio Eleonora Duse 2006), è la storia di un patto faustiano senza nemmeno il contratto, dove i protagonisti dovranno scegliere da che parte stare: in ombra oppure in luce, nel corpo o fuori dal corpo. «Se riusciremo a far rifulgere dello stesso chiarore evanescente un apparato teatrale complesso, fatto di parola, fisicità e immagini, allora l’esperimento potrà dirsi riuscito». Parola d’autrice.
Chiara Cantoni

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On aprile 1st, 2009, posted in: Campus Mix by
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