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Gruppo Facebook contro il Gioco dello stupro

Accanto a gruppi di fan delle lasagne e di ex compagni di scuola, il 13 maggio è stato attivato il nuovo gruppo di Facebook, “Mobilitiamoci contro “Rapelay” il gioco dello stupratore” come forma di protesta verso un videogioco che simula episodi di violenza sessuale.
Rapelay, letteralmente “disposto allo stupro” è un gioco di parole tra rape (stupro) e replay (ripetere) che significherebbe quindi “stupro ripetuto”.
Creato nel 2006 dalla società giapponese Illusion, diffuso tramite Amazon (che in seguito lo ha ritirato), venduto in normalissimi negozi di videogiochi, piuttosto che scaricato da internet, il gioco ha immediatamente suscitato forte perplessità e proteste da parte di autorità e associazioni.
In Gran Bretagna e negli Stati Uniti il gioco è stato bandito dai siti web, negli altri stati europei, Italia compresa, per il momento soltanto polemiche e condanne unanimi.
Rapelay è comunque la punta di un iceberg di dimensioni sempre maggiori, quello dei videogiochi violenti e potenzialmente diseducativi. Ne è esempio l’ormai diffusissimo Grand Theft Auto, una serie di videogiochi che prevedono una sorta di “simulazione della vita criminale”, in cui chi gioca si identifica con un delinquente più o meno esperto con il compito di portare a termine le missioni assegnate dalla gang mafiosa di appartenenza.
Nessun gioco tuttavia aveva mai suscitato tante polemiche quanto Rapelay, forse per la totale “ingiustificabilità” dello stupro rispetto ad altri crimini considerati meno gravi dall’opinione pubblica.
Nel frattempo, il gruppo su Facebook che invoca la sua chiusura ha superato le 10mila adesioni.
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On maggio 18th, 2009, posted in: Campus Mix by
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