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Fra Chagall e Kandisky. Futurismo al cubo

A Villa Olmo di Como, 80 opere in mostra, da Filonov a Malevic: la risposta dell’est al marinettismo europeo.

Alle numerose celebrazioni per il centenario del Futurismo si aggiunge una retrospettiva che riflette su un aspetto poco noto di questa avanguardia: l’influenza che ebbe nello sviluppo della pittura russa dei primi del XX secolo, fino alla svolta realista imposta da Stalin nel 1934. Villa Olmo di Como ospita, sino al 26 luglio, Chagall, Kandinsky, Malevic. Maestri dell’Avanguardia russa, un raffinato «racconto» visivo in grado di far rivivere, con capolavori di Vassily Kandinsky, Marc Chagall, Kazimir Malevic e Pavel Filonov, la fortunata stagione artistica che ebbe come base non l’ideologia bellicosa dei futuristi italiani, ma un’utopica idea di pace e libertà, sia individuale, dell’artista, sia collettiva. Fra oli, tempere e disegni, 80 opere provenienti dalle maggiori collezioni pubbliche russe, illustrano come in Russia fosse sentita in modo acuto la necessità di un rinnovamento radicale della società e delle sue strutture, molto più che in Italia. D’altro canto, già dai decenni precedenti l’intellighenzia russa era attraversata da un aspro dibattito fra chi proponeva di adeguarsi alle conquiste artistiche dell’Occidente e chi sosteneva la necessità di non snaturare la cultura autoctona, trovando una personale via espressiva.
Ecco perch

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On aprile 1st, 2009, posted in: Campus Mix by
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