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Col bardo sotto l’ombrellone

Cara Emma, con i miei amici, ogni anno, litighiamo sulle vacanze. Sarò un po’ bacchettone, ma per me l’imperativo è: «Leggere, leggere, leggere». Tutto quello che, fra un esame e l’altro, non riusciamo durante l’anno.
Però ogni volta, quando arrivo a fare la valigia, sono cavoli. Che libri portare? Cosa lasciare?
Mi dia un consiglio lei: le sue risposte, spesso controcorrente, mi interessano sempre.
Marco Cesari, Roma

Caro Marco, non avendo altre informazioni sulla sua persona proverò a suggerirle qualcosa congratulandomi innanzitutto per la sua aspettativa estiva per riempire la sua valigia con dei sani classici che aiutano ancora a guardare il mondo, a capire e a rendere ironici i nostri ragionamenti di fronte alle circostanze presenti.
Date le vicende politiche legate alle oscure trame delle stanze private e di come queste incidano sulla coscienza collettiva, le consiglierei Otello di William Shakespeare, con la preghiera di non considerare Jago il solito traditore, ma colui che in mancanza di bene sperimentato, lo cerca disperatamente nei dolori altrui. Perciò, anche oggi non tutto finisce più in tragedia, avrà la possibilità di accorgersi che il lupo perde il pelo ma non il vizio, almeno negli ultimi sei secoli, a ben piacere di Hobbes e Locke.
Se il teatro non l’aiutasse, propongo Hannah Harendt, con Le origini del totalitarismo, in cui scoprirà che ogni scarraffone è bello a mamma sua. Autrice scomoda e considerata di secondo grado, ma gentile e tonica profetessa del Novecento.

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On giugno 30th, 2009, posted in: Campus Mix by
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