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Alla scoperta delle Creative cities

Amsterdam, Barcellona, Newcastle, Marsiglia, Amburgo, Genova, Lione, Bilbao, Lisbona, Rotterdam, Palermo, Bordeaux, Valencia. Che c’entrano fra loro? Sono città europee, e basta. Non solo, sono città creative. E città creatrici, di nuova cultura urbana. Scusate se è poco, affacciarsi al futuro. Quello che Maurizio Carta cerca di spiegarci nelle 157 pagine di <<Creative City>> è come alcuni centri urbani si stiano proiettando nel 2050 e oltre. Questo libro è una ricerca-rassegna suddivisa in tre aree tematiche. L’autore inizia la sua dissertazione analizzando l’idea di città creativa, e decantandone il suo manifesto, che passa attraverso attributi di dinamicità e come incubatrice di economie dell’innovazione. Part 2: città come nodi territoriali, locale che interagisce simultaneamente col globale. Città come decision making places e motori della trasformazione. All’autore non servono giri di parole. È sintetico, diretto e semplifica il tutto con grafici e tabelle. L’intuizione è immediata. E continua con la terza sezione, Fluid City, città liquide, definite come <<scintilla di rigenerazione della città>> passando in rassegna i centri urbani già citati. Parole e immagini si fondono perfettamente, narrando la storia dello sviluppo o della rinascita di ogni città. E qui entra in scena Milano. Carta non ne parla, non fa un accenno. È tagliata fuori dai centri creativi. Sembra di si, Expo 2015 pensaci tu. Eventi del genere, come il Forum delle culture (Barcellona 2004), e l’Expo (Lisbona 1998) possono diventare combustibile esplosivo per lanciare una città nell’Olimpo della modernità. Non tutti gli Expo vengono per nuocere.

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On ottobre 22nd, 2008, posted in: Campus Mix by
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