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“Bamboccioni”milanesi e lavoro

Lo rivela un’indagine della Camera di Commercio, realizzata su circa 1250 imprese e lavoratori nel mese dello scorso febbraio.
 A Milano non si raggiunge la piena autonomia prima dei 30 anni: se infatti l’età media in cui si inizia a lavorare si aggira intorno ai 21, per riuscire a pagare casa e spese extra bisogna aspettarne almeno altri dieci.
Un risultato poco confortante, ma migliore di quelli ottenuti nel resto di Italia, dove la possibilità di lavori anche temporanei si riduce.
Milano: grande città e più opportunità, quindi. Eppure nessuna basta a mantenersi economicamente da soli.
Così, tra i più giovani, si passa dall’attività di commesso (25,5%) a quella del cameriere (23%), dal volantinaggio (10,2 %) alle ripetizioni private (5%) e quasi un milanese su tre indica l’estero come via di fuga alla ricerca di un lavoro. Altri (19%) consigliano di tener duro e continuare con collaborazioni a scadenza, o di rischiare aprendo una propria attività (9,2%) o di proseguire gli studi per formarsi di più (7,8%).
Se rispetto al resto del paese la capitale lombarda mostra una posizione preferenziale, i risultati non sono altrettanto positivi in un’ottica europea, dove per il 55% si diventa prima autonomi.
Come ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio, Carlo Sangalli, “i giovani però sono al centro della sfida di competitività di Milano per il futuro”: per questo non dovrebbero abbattersi, quanto piuttosto contare sulle proprie competenze e sulle risorse messe a disposizione all’esterno.

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On maggio 3rd, 2011, posted in: News Lavoro by
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