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Lavoro e impresa: non

Mercato del lavoro . Un termine che – nell’evocare il capitalismo più avanzato, oggi, in tempi di crisi – non può che suscitare l’esigenza di un forte rilancio, se è vero, come lamenta il vicedirettore dell’Unione Industriale di Torino, dott. Riccardo Rosi, che “in Italia non esiste un mercato del lavoro maturo” e che, aggiunge, “fino ad una decina di anni fa, addirittura, ossia prima delle Leggi Treu e poi Biagi, il lavoratore poteva essere scelto solo con chiamata numerica, neanche con quella nominativa, quasi non fosse una persona ma un numero.” Un gap “relazionale” nella ricerca del lavoro, spesso sostituito dal “passaparola”, in contrasto con un trend europeo in cui il job market copre circa il 50% mentre la percentuale italiana del mercato intermediato professionalmente si riduce ad un 5%. Un divario che, a Torino, si cerca di colmare attraverso una collaborazione “multilivello” tra Enti locali, che si coordinano con l’ Ateneo (http://www.unito.it/orienta-lavoro.htm). La prima strategia di “accompagnamento al lavoro” per giovani laureandi e neo-laureati è rappresentata da un avvicinamento “protetto” al mondo del lavoro tramite la prefigurazione, seppur simulata, di scenari d’impresa (all’interno delle grandi o come imprenditori in proprio) soprattutto attraverso workshop volti a far conoscere..l’impresa (nelle sue tipologie societarie, nella sua valutazione del mercato, nell’elaborazione del bilancio) destinati a sfociare, previa frequenza ed esame finale, in un attestato (relativo anche ad un corso SAP, http://www.sap.com/italy/services/education/calendario/index.epx, riconosciuto a livello curriculare europeo) e, per i primi 9 classificati, pure nel riconoscimento di un piccolo “assegno di formazione”. A questi workshop si aggiungono poi iniziative di simulazione di condizioni lavorative nell’organizzazione d’impresa (stress escluso!) con i relativi processi e funzioni (ad es. settore del marketing, personale, commerciale, etc.), in modo da potersi “provare” in ognuno di essi e capire la propria migliore collocazione in uno scenario futuro di lavoro. A tale programma – in una sorta di interfaccia – sono correlati incontri con i massimi esperti del settore, sia all’interno di aziende sia come fondatori di proprie, in questo modo creando una sorta di canale preferenziale per l’individuazione di aziende disponibili ad offrire un’opportunità di stage ai giovani più “intraprendenti”. L’idea, che vede a fianco Provincia e Università di Torino, ha prodotto – al di là della formazione generale sul tema “Impresa” anche per i laureati di facoltà umanistiche o scientifiche per cui mettersi in proprio potrebbe apparire altrimenti una “mission impossible” – una serie di Imprese di diversi comparti (http://www.mettersinproprio.it/imprese.php ed anche http://www.mettersinproprio.it/statistiche.php) che vanno dai “Cuochi volanti (http://www.cuochivolanti.it/, premiati come la 1500ma idea d’impresa) ad attività di alta tecnologia. E per chi pensasse di mettersi ..in gioco (in proprio) il prossimo 2 e 3 aprile, nella sede della Provincia di Torino in Corso Inghitterra 7, ripartono i seminari e workshop dell’edizione 2009 (vd. il programma sul sito http://www.mettersinproprio.it/vogliaimpresa/2009/). Le info (ed eventuali appuntamenti personalizzati) sono disponibili al link: http://www.mettersinproprio.it/contatti.php. Per l’iscrizione alla mailing list di tutte i successivi incontri ed iniziative, scrivere a: incubatore@unito.it . Perchè un’economia orientata all’innovazione d’impresa – come dimostrano anche le molte iniziative europee in tal senso (http://www.ebsummit.eu/ e http://www.erasmus-entrepreneurs.eu./ ) – è essenziale per il futuro. Di tutti!

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On marzo 26th, 2009, posted in: Formazione by
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