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La ricerca? Non

L’8 marzo è passato da poco, ma, al di là di tanti discorsi, la situazione professionale femminile non è sempre rosea. Soprattutto in determinati campi. E la scienza è uno di questi. Lo dice anche l’Annuario Scienza e società 2009, realizzato da Observa – Science in society, con il sostegno della Compagnia di San Paolo e pubblicato per Il Mulino. Ecco alcuni dati: in Italia sono donne almeno sei laureati o dottori di ricerca su dieci e più di uno su due in scienze della vita, Fisica e Agraria. Ma a tre anni dalla laurea le donne disoccupate sono più dei colleghi maschi: il 26,9 per cento in campo geo-biologico contro il 20 per cento degli uomini, il 22,3 per cento contro l’11 per cento in campo scientifico, il 12,9 per cento contro il 7,7 per cento in ambito medico. A parità di titolo di studio, inoltre, le alureate che lavorano nei settori tecnico-scientifici guadagnano meno rispetto ai colleghi maschi. La differenza, già a tre anni dalla laurea, è del 10 per cento e tende ad aumentare nel corso della carriera professionale. Addirittura è stato calcolato che una ricercatrice donna percepisce il 33 per cento in meno del collega ricercatore. C’è anche da dire che in Italia le ricercatrici sono poche: l’Annuario calcola che siano meno di una ogni tre ricercatori. E’ nel settore privato che le cose vanno peggio: le donne rappresentano solo il 5,1 per cento di tutti i ricercatori occupati nelle imprese italiane, contro il 13 per cento della Svezia, il 9 per cento della Finlandia e della Francia, l’8,4 dell’Irlanda. Insomma, il famoso soffitto di cristallo è assai resistente.

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On marzo 12th, 2009, posted in: Formazione by
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