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Il superceo e i dottorandi, una storia non italiana

Il suo gruppo, presente in 140 Paesi, ha fatturato lo scorso anno qualcosa come 41,5 miliardi di dollari.
Daniel «Dan» Vasella, chairman e ceo di Novartis, il gigante svizzero del farmaco, è certamente uno dei manager più noti al mondo. Uno che deve interessarsi della riforma sanitaria di Obama, dell’arrivo dell’influenza suina, che deve fare i conti con gli animalisti di Alfi quali, accusandolo di essere il capo di una banda di vivisezionatori, gli hanno bruciato la casa.
Un uomo che sta in cima a un impero industriale di 99mila persone, fra dipendenti e collaboratori. Insomma, uno dall’agenda impossibile, zeppa di consigli di amministrazione, riunioni di staff, voli, meeting internazionali.
Eppure, a fine agosto, mr. Vasella, nel quartier generale di Basilea, dove ha sede il Campus Novartis, ha trovato 60-minuti-60 da dedicare a un gruppo di dottorandi e dottori di ricerca di tutta Europa (vedi servizio). Proprio così, un’allegra brigata di ragazzotti promettenti (fra cui cinque italiani), selezionati per una tre giorni sulle biotecnologie, BioCamp, hanno potuto ascoltare da uno dei manager più potenti del mondo una brillante lezione sulle sorti della farmaceutica, in relazione alle sfide dei prossimi anni: invecchiamento della popolazione, esplosione della spesa sanitaria, nuovi virus, malattie rare. Incluso anche un quarto d’ora di domande, tutt’altro che reverenti, degli ospiti: effetti collaterali dei farmaci, investimento in medicinali, orfani ecc ecc.
Eppure la finalità di quel raduno non era immediatamente il reclutamento e il ceo non parlava a un plotoncino di giovani neoassunti, fatto che sarebbe stato comunque rilevante. Semplicemente, in quel gruppo avere un ottimo cv, essere giovani e motivati è un valore e che il top management dedichi attenzione a iniziative del genere lo testimonia.
Ve lo immaginate in Italia? Da noi gioventù e competenza interessano sempre meno le aziende.
Per questo siamo un Paese ingrigito e corporativo, nel quale essere giovani e bravi è un problema.
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On settembre 15th, 2009, posted in: Formazione by
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