registration





Verrà spedita una password via e-mail.

N

TROVARE LAVORO AL TEMPO DELLA CRISI. PIÙ DIFFICILE CHE COMPORRE TUTTE LE FACCE DEL CUBO DI RUBIK (SENZA SMONTARLO, OVVIO!). UN’IMPRESA QUASI IMPOSSIBILE

Dopo i lavoratori interinali, buoni ultimi, proprio i neolaureati sembrano i predestinati a pagare il prezzo più pesante della sfavorevole congiuntura economica. Che sembra restia ad andarsene, accidenti a lei, nonostante voci speranzose ogni tanto si levino da qualche ministero.
Secondo l’Istat, un under 24 su quattro sta cercando lavoro. Tradotto in cifre, il tasso di disoccupazione per il segmento tra 15 e 24 anni è arrivato al 24 per cento. O ancora, nel primo semestre 2009 ben 404mila giovani hanno perso il lavoro.
Campus ha voluto tastare il polso della situazione in quattro grandi careerday da Nord a Sud che rispecchiano quindi quattro diversi mercati del lavoro. Nelle pagine che seguono raccontiamo come i giovani d’Italia provano a guadare il mare magnum dell’occupazione. O, putroppo, della disoccupazione.

I numeri
Secondo l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo Economico), il tasso di disoccupazione in Italia toccherebbe il 10,5% a fine 2010. Un dato giudicato pessimistico dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che ha ricordato che attualmente la disoccupazione in Italia è sotto la media dei Paesi sviluppati.
Gli ultimi dati Eurostat dimostrano che in Europa e in Italia l’occupazione giovanile (fascia 15-24 anni) diminuisce e la disoccupazione aumenta: si registrano in Italia nel secondo trimestre 2009 tassi di disoccupazione in aumento di 3,6 punti rispetto allo stesso periodo nel 2008 (24,5% nel 2009 contro 20,9% nel 2008).
Un tasso che si rivela superiore se paragonato alla vicina Francia dove sempre nel secondo trimestre 2009 la disoccupazione giovanile si attesta al 23,4% (18,6% del 2008).
Superiore all’Italia è il tasso di disoccupazione tedesco che si attesta al 25,2% (21,4% del 2008). Un incremento che trova riscontro nel resto dell’Europa: se infatti nell’EuroArea 16, che comprende i Paesi più industrializzati, il tasso di disoccupazione è di 19,2% nel secondo trimestre 2009, in confronto al 15% dello stesso periodo del 2008, la situazione è analoga se si guarda all’Europa 27: tasso di disoccupazione del 19,3% nel secondo trimestre 2009 contro il 15% del 2008.
Sul fronte dei tassi d’occupazione giovanile (fascia 15-24), in Italia si registra un calo (dal 25% nel 2008 al 21,7% nel 2009), mentre le percentuali rimangono invariate in Francia e in lieve calo in Germania. In base al Rapporto AlmaLaurea 2009 sulla condizione occupazionale dei laureati dal 2001 al 2008 è calato il tasso di occupazione dei laureati (-6%) e aumentato il tasso di disoccupazione. Nel primo bimestre 2009, rispetto al corrispondente bimestre dell’anno prima, c’è un calo nelle richieste di laureati del 23%.
Anche in Lombardia, la regione notoriamente meglio messa per quanto riguarda l’ingresso nel mondo del lavoro, rispetto al 2008 l’aumento della flessibilità ha portato a minori opportunità per i laureati facendo registrare in regione -13% degli avviamenti nel primo semestre 2009 rispetto allo stesso periodo nel 2008.

I titoli più richiesti
Secondo il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, nel 2009 il sistema produttivo nazionale da una parte contiene le sue prospettive occupazionali, dall’altra alza il livello qualitativo delle sue assunzioni.
Sono 18.600 i laureati in Economia richiesti quest’anno dalle imprese, il 60% dei quali dovrebbe essere assunto con contratto a tempo indeterminato. Nella classifica dei titoli universitari più ricercati, il secondo posto è occupato dall’indirizzo «sanitario e paramedico» e da quello di «ingegneria elettronica e dell’informazione». Su 523mila assunzioni complessive programmate entro il 2009 dalle imprese di tutti i settori economici, 62.460 sono destinate a laureati e 221.830 a diplomati. E questo nonostante le previsioni formulate da 100mila aziende con almeno un addetto dipendente, indichino quest’anno una flessione del lavoro dipendente nell’industria e nei servizi pari a quasi 213mila unità rispetto allo stock di fine 2008 (-1,9%).
Rispetto al 2008 le lauree rappresentano infatti quasi il 12% delle richieste delle imprese (erano il 10,6% lo scorso anno), mentre i diplomi superano il 42% (contro il 40,5% del 2008).

High skill
Le imprese sono più orientate ad assumere personale che abbia già avuto una precedente esperienza lavorativa. Excelsior evidenzia una crescita relativa delle entrate di figure professionali (che negli ultimi cinque anni passerebbero così dal 17 al 22% delle assunzioni programmate), nonch

Share

On novembre 16th, 2009, posted in: Esperienze by
No Responses to “N”
Leave a Reply

Vai alla pagina facebook del Salone dello StudenteVai alla pagina Twitter del Salone dello StudenteVai alla pagina Youtube del Salone dello Studente
Vai al sito Campus