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Lavoro: cari studenti, imparate A PRETENDERE

SECONDO IL SEGRETARIO DEL MINISTERO DEL LAVORO, FRANCESCO VERBARO, GLI UNIVERSITARI DEVONO RECLAMARE SERVIZI ALLA PERSONA NON «SPORTELLINI DI PLACEMENT». LE OPPORTUNITÀ IN ARRIVO CON ITALIA 2020

«È vero, la crisi, dopo aver colpito i lavoratori flessibili, colpisce i giovani inoccupati, quanti escono dalle facoltà italiane. Il momento è obiettivamente difficile ma bisogna che i giovani sappiano cercare le opportunità». Francesco Verbaro, 39 anni, è uno dei giovani burocrati italiani, intendendo la parola burocrazia nell’accezione più alta, nobile e originaria. Dopo aver fatto una grande carriera alla Funzione pubblica, della quale era arrivato ad essere il dirigente più alto nell’area del personale, da un anno e mezzo è Segretario generale del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.
Da lui siamo andati a cercare di capire che cosa concretamente si offra a un neolaureato che debba affrontare il mercato del lavoro in tempi di crisi.
Consigliere, dove trovare le opportunità?
Facciamo un passo indietro: è questione di educazione civica?
In che senso?
Bisogna educare civilmente i giovani alle opportunità. Soprattutto insegnare loro a cosa guardare e cosa pretendere dalle istituzioni.
In termini di Welfare?
Certo, in termini di diritti, in termini di quanto previsto dalla legge Biagi, ossia di un sistema di protezioni e di welfare che offre opportunità, per sfuggire alla «trappola» del precariato. Il che significa soprattutto, buona formazione e reale orientamento. Gli studenti devono imparare a non protestare semplicemente quando gli atenei propongono aumenti di tasse o non mettono a disposizione un numero adeguato di posti aula, ma anche chiedendo servizi di placement qualificati, della cui importanza gli studenti per primi devono avere consapevolezza.
Il suo ministro, Sacconi, e la collega Gelmini hanno lanciato un documento, Italia 2020 in cui giovani, formazione e lavoro ricorrono spesso…
Un documento che individua la necessità di un’integrazione fra formazione e lavoro, superando l’autoreferenzialità della formazione tradizionale. Ma non solo, fra le sei aree di intervento prioritarie nel piano di azione, c’è l’occupabilità dei giovani attraverso l’integrazione tra apprendimento e lavoro, si rilancia il dottorato per le imprese. E il tutto tenendo conto dei fabbisogni espressi dalle imprese che riusciamo a rilevare attraverso il rapporto Excelsior di Unioncamere. Si tratta di individuare e costruire, per i giovani, new skills for new jobs, vale a dire nuove competenze per nuovi lavori.
E questo, per le università, che cosa significherà?
Che il semplice «sportellino», il classico ufficio informazioni non bastano più ma che occorre passare alla conoscenza del capitale umano e dei mercati del lavoro, locali e globali. Insomma, non uffici realizzati come scelta di ripiego. Gli atenei dovranno gestire il proprio capitale umano, integrandosi al massimo con i servizi all’impiego, le agenzie e le imprese. C’è una mutazione radicale da fare…
Vale a dire?
Da una pubblica amministrazione certificativa, se vogliamo, dallo sportello, al servizio alla persona. Ma le università devono cambiare anche il modo di concepirsi: devono diventare luogo di opportunità, ripensare la didattica e la docenza, in modo che sia osmotica con la società di cui comincia a introdurre i dati, le informazioni, dentro l’accademia.
Già, ma nel sistema universitario italiano siamo in presenza di almeno tre grandi organizzazioni dedite al placement dei laureati: Stella, per gli atenei lombardi più Pisa, Napoli e Palermo, Soul per quelli del Lazio e AlmaLaurea per gli altri…
Sì, ma il problema non è solo la frammentazione. C’è da superare l’idea di questi servizi legati esclusivamente a piattaforme informatiche che rischiano sempre di non essere fondate sul processo.
Che ne è di Borsa Lavoro, con la quale sistemi come Soul si incrociano?
La stiamo rilanciando, in una versione semplificata nell’approccio e nell’utilizzo.
Torniamo all’inizio, al trovare le opportunità. Quali possono essere?
Il recente progetto Lavoro e sviluppo stanzia 120 milioni di euro a sostegno dell’occupazione giovanile di qui al 2013, a favore di quanti vivono nelle regioni del Mezzogiorno. Si tratta di borse che i disoccupati potranno utilizzare per fare stage ma non mancano incentivi per trasformare i tirocini in assunzioni. Un’altra opportunità è data poi dal lavoro accessorio che è possibile utilizzare per tutti gli studenti in qualsiasi settore produttivo, purch

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On novembre 16th, 2009, posted in: Esperienze by
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