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Ecco lo stage che fa per te: basta pagare!

UN ISTITUTO PIZZICATO DA SOUL, SERVIZIO PLACEMENT DEGLI ATENEI ROMANI, A PROPORRE ANNUNCI CIVETTA: DIETRO L’OFFERTA DEL TIROCINIO (RIGOROSAMENTE GRATIS), LA PROPOSTA DI UN CORSO DI FORMAZIONE A PAGAMENTO

Nel mare magnum delle domande di stage, c’è sempre spazio per le aziende che intendono approfittarne a fini speculativi. Società «a lungimiranza zero», interessate a far lavorare gratis qualche laureato di belle speranze piuttosto che a valutare le sue reali capacità. Magari, facendogli intravedere un futuro professionale, riuscendo anche a lucrarci sopra.
Pare essere questo il caso dell’Ispa Lazio, emanazione regionale di un istituto che si occupa di studi sui problemi dell’artigianato. E che, a dispetto del nome, svolge un ventaglio di attività che va dalla progettazione di percorsi formativi alla consulenza aziendale, dal marketing all’organizzazione di eventi. Una versatilità che la rende particolarmente appetibile sul mercato, tanto più se l’aspirato stage viene definito «a fini di inserimento lavorativo».
A fronte di un contratto a tempo indeterminato, tre mesi non retribuiti rappresentano un’opportunità irripetibile per chi è costretto a fare i conti con lavori part-time o a scadenza. Attratti da una prospettiva allettante – resa ancora più appariscente da una convenzione con la Regione Lazio e dall’utilizzo di siti di annunci e delle piattaforme interuniversitarie che mettono in contatto studenti e imprese – a farsi avanti sono in molti.
In molte, anzi, visto che solo le ragazze hanno il privilegio di essere ammesse. Una particolare predilezione per il gentil sesso? No, questioni di «docilità», come viene subito chiarito al primo incontro: i ragazzi non accettano di stare troppo tempo senza soldi, si ribellano con maggiore facilità e pretendono stipendi più elevati.
A permettere di ricostruire la trama di quanto avveniva (e probabilmente tuttora avviene) all’interno di Ispa Lazio sono proprio le testimonianze, tutte protette da anonimato per ragioni di prudenza, delle laureate che si sono imbattute nella vasta gamma di offerte dell’istituto. Campus ne ha contattate cinque, passate per l’istituto in tempi diversi, e tutte hanno confermato lo stesso desolante panorama all’interno della struttura.
«Ho trovato l’annuncio su Jobsoul (il sistema di placement gratuito dei principali atenei di Roma, ndr)», racconta Eliana, laureata in Scienze politiche e progettista di formazione. «Prevedeva», racconta, «un periodo di stage di inserimento non retribuito della durata di tre mesi, ma al colloquio i mesi per i più “meritevoli” sono subito diventati sei. Senza pensarci due volte ho accettato ma ben presto mi sono resa conto che la situazione non era all’altezza delle promesse: la disorganizzazione era massima, tanto che dovevo portare da casa anche il pc per masterizzare i cd, perch

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On dicembre 15th, 2009, posted in: Esperienze by
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