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La scuola made in Usa

Il settimanale americano Time scrive chiaro: «se un uomo dell’Ottocento visitasse una società di oggi, sarebbe sorpreso di tutto ma non delle scuole. L’unica cosa che è cambiata è il colore delle lavagne», e aggiunge «insegnanti e amministratori sono d’accordo sul fatto che dobbiamo aggiornare l’istruzione al ventunesimo secolo. L’economia di oggi richiede delle nozioni ulteriori rispetto alle tradizionali». Il settimanale non si limita a criticare, ma avanza delle proposte: «I ragazzi dovrebbero studiare storia, lingua e cultura, senza limitarsi alle vicende statunitensi. Importante è l’abitudine al pensiero creativo e alle capacità di relazione: in un contesto lavorativo i ragazzi dovranno comunicare con persone molto diverse  tra loro». Avanza proposte e indica degli esempi: «All’istituto Stanford di Seattle gli studenti seguono lezioni in giapponese e spagnolo, usano PowerPoint e organizzano videoconferenze con scuole in Africa e in Messico». In altre scuole del mondo i loro coetanei sono ancora costretti ad imparare a memoria nomi di fiumi e monti, ma questa è una storia che conosciamo bene.
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On gennaio 9th, 2007, posted in: Latest News by
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