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Se il Magnifico dei Magnifici glissa sulla trasparenza
Online l'editoriale di Campus Giugno, disponibile in edicola

Obbligo di trasparenze e attenzione ai giudizi sull'offerta didattica: intevistato (anche) su questi temi dal Sole 24 Ore dell'8 giugno scorso, il professor Enrico Decleva, rettore della Statale di Milano ma soprattutto preside della Conferenza dei rettori italiani- Crui, ha dichiarato che «la prima tappa è stata rappresentata dai questionari consegnati agli studenti per registrare le loro valutazioni sui corsi, ma ora bisogna fare di piu'». Citando il proprio ateneo, ha raccontato che a Milano queste pratiche sono estese «anche ai laureandi e ai dottorandi, per superare un limite grave, legato al fatto che, con i questionari tradizionali, si interpellano solo gli studenti frequentanti e solo in un dato periodo dell'anno». Nessun riferimento alla prima parte della domanda, quella relativa, appunto, alla traparenza. Il presidente della Crui fa bene a glissare. Sull'attuazione dell'articolo 2 del decreto ministeriale 31 ottobre 2007, n.544, incentrato sui requisiti di trasparenza delle università italiane riguardo alla didattica, molti atenei sono infatti inadempienti. Fra le molte informazioni che le amministrazioni avrebbero dovuto rendere disponibili agli studenti sul sito d'ateneo, anche i risultati della valutazione della didattica. E proprio questi, come aveva svelato Campus alcuni mesi fa, lanciando, anche su Facebook, la campagna Dillo alla Gelmini, anche NOI valutiamo, sono praticamente introvabili. Pochissime le università che li inseriscono e solo un paio lo fanno in maniera nominativa, potendo cioè risalire al nome del docente. «Ora bisogna fare di piu'», dice Decleva. Detto dal numero uno dei magnifici d'Italia, un impegno da registrare. Chissà che il presidente non lo voglia ricordare ai propri colleghi rettori, in occasione della prossima assemblea.

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