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Tra lo sportello e il libro di testo Visti i costi dell’istruzione, famiglie che si barcamenano tra rette salate, affitti impossibili e matricole che organizzano la nuova vita da fuorisede, fare lo studente a tempo pieno è quasi diventata una mission impossible e questa categoria è ormai in via d’estinzione. Ognuno si organizza come può, in base al tempo a disposizione e alle proprie inclinazioni e i contratti part-time si stanno sostituendo ormai ai lavoretti saltuari. Commessa, cameriere, venditore, le professioni più comuni. Per conciliare studio e lavoro, meglio trovare un posto vicino all’università, che permetta di frequentare le lezioni e di accedere alle biblioteche, anzi il massimo della comodità sarebbe all’interno dell’ateneo. Come ogni anno stanno uscendo a macchia di leopardo, sui portali delle università i bandi per attività di collaborazione a tempo parziale, le cosiddette 150 ore, ormai previste da tutti gli atenei. Le mansioni sono tante, lavorare in biblioteca o al centro sportivo, nelle aule informatiche o nelle segreterie di dipartimento, in base alle attitudini e naturalmente alle esigenze delle strutture. Tutti possono accedere a questo servizio? No, è necessario possedere requisiti di merito (numero di esami sostenuti e media dei voti) e di reddito. Possono fare domanda gli studenti che hanno un Isee (indicatore della situazione economica equivalente) inferiore o pari a 25mila euro e un Ispe (indicatore della situazione patrimoniale) inferiore o pari a 42mila euro. Queste sono le cifre medie in cui il reddito dovrebbe rientrare per poter presentare la propria candidatura, è il caso però di controllare i singoli bandi degli atenei perché i limiti stabiliti possono leggermente cambiare. Autocertificazioni alla mano dunque, con piano di studi e voti degli esami sostenuti e certificazione del reddito familiare. L’impegno settimanale degli studenti non deve superare le 15 ore settimanali e la retribuzione media è di 7,50 euro all’ora. Un buon modo per non pesare troppo sulle famiglie e concedersi qualche sfizio in più senza tralasciare lezioni ed esami. Alcuni bandi sono già presenti online e scaricabili dai siti delle università, segnaliamo quello dell'ateneo di Bologna, di Parma, di Pavia, di Palermo e di Teramo. La maggior parte saranno pubblicati contestualmente all’inizio dell’anno accademico. |
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