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Su Fb oltre 140 mila in un gruppo Cosa non si farebbe per rinviare lo studio di quell’esame così temuto, così odiato e magari già altre volte tentato. L’immaginazione non ha limiti eppure gli studenti, specie su Facebook, si divertono ad esorcizzare momenti di panico come questi in maniere così bizzarre che davvero una risata potrebbe riuscire a curare ogni ansia. Per esempio, condividendo frasi assurde e un po’ provocatorie tipiche dello studente in crisi dopo un esame andato così così. “Professò io non piaccio a lei e lei non piace a me. Mi dia sto 18 e facciamola finita” posta uno degli amministratori del gruppo “Lo studente in crisi” stuzzicando l’attenzione altrui. Sembra una pazzia dire frasi del genere davanti ad un esimio professore universitario? A quanto pare non proprio, visto che 277 utenti degli oltre 140 mila iscritti hanno cliccato “mi piace”. Sostenendo la tesi che quando ci vuole, ci vuole, come dice Elisa Agostinelli. Consapevole però che la risposta accademica non potrà che essere “ritorni la prossima volta!”. Ma nonostante questo c’è chi addirittura, ironizzando al massimo come Pamela Pagano, vuole utilizzare la frase in questione come sfondo di una maglietta. Magari da indossare sotto la maglia ad un esame, pronta per l’uso! Lo studente in crisi, quindi, pur di procrastinare l’approccio ai libri di quell’esame così temuto, farebbe di tutto. Come ad esempio condividere il link “legittimo impedimento per gli studenti che sono impegnati a guardare film o telefilm in streaming e non possono studiare”, con il recente “The big bang theory” a dominare le classifiche di gradimento, proprio perché interpretato sullo sfondo della vita universitaria. E per evitare di andare a seguire un corso a lezione, quando a casa si eviterebbe meno ansia? Basta sentire dal professore di turno la frase “bene ragazzi quello che dico a lezione lo trovate anche sul libro": fu così che nessuno più seguì il corso! C’è poi il capitolo domande filosofiche. Gli studenti s’interrogano: “meglio un uovo oggi, una gallina domani o un diciotto tra una settimana? Di sicuro nessuno vorrà la povera gallina!” ma il fatidico voto minimo, per il vero studente in crisi, sembra così agognato da far sostenere a Martina Olivieri “diciotto…ti amo!!!”. Vi serve poi una scusa, abbastanza demenziale, da dire più che altro a voi stessi , perché dirla ad un professore non otterrebbe certo risultati positivi? Potete provare condividendo il link di chi pensa che “oggi si studia? Oh, vorrei tanto davvero, ma devo depilare le gambe del tavolo del soggiorno." Se poi la crisi è davvero ai livelli massimi e dopo un esame, questa volta superato brillantemente, voleste uscire dall’aula attirandovi l’invidia di chi aspetta, potreste sempre fare come quegli utenti che hanno condiviso il link“ prendere un voto alto all'esame e uscire dall'aula cantando obladì obladà a squarciagola.” Le occhiate maligne dei vostri colleghi saranno garantite, ma magari la crisi sarà passata. |
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| Gabriele Cavallaro - 22/02/2011 |







