| Facce di campus |
| Quattro storie da Torino |
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Idea fissa? Il lavoro Hanno affollato per l’edizione 2011 di “Carriera & Futuro” il piazzale antistante il Politecnico di Torino. Con la volontà di non abdicare dopo l’attesa di lunghi momenti in fila per un breve colloquio con i selezionatori delle aziende presenti e con i loro sogni e le loro speranze sempre vivi. Sono gli studenti che hanno partecipato al career day organizzato dai giovani di Jetop (Junior Enterprise Torino Politecnico) in cui oltre a giovani universitari in cerca di opportunità, hanno partecipato più di 30 aziende. E così tra un salto presso la cv – zone, area attrezzata ad hoc per permettere ai partecipanti di registrarsi e caricare anche online il proprio curriculum ed accedere ad annunci ed offerte di lavoro proposte dal’organizzazione stessa, un workshop sulla mobilità degli studenti per motivi di lavoro e tanti stand attrezzati dalle aziende (Fiat, Iveco, Santander, Foster Wheeler, Visiant e Intervieweb, solo per citarne alcune) Campus ha raccolto le storie di alcuni giovani presenti. Come, tra gli altri, Luca Iannarelli, 23 enne della provincia di Brindisi che studia Chimica a Torino, da fuori sede. “Per me è la prima volta ad un evento simile e c’è molta curiosità nel capire quali sono i meccanismi che lo regolano. Io sono qui per capire anche come si muovono le richieste nel settore per cui mi sto specializzando, in modo da pianificare se sarà l’Italia il mio futuro. Sono sicuro che nell’ambito dei servizi, della ricerca o della sicurezza una laurea come la mia possa essere tranquillamente spendibile, ma chissà se qui o magari nel Stati Uniti, dove credo molti giovani laureati come me abbiano fatto un tentativo per inserirsi. Comunque adesso, penso a terminare la triennale e poi magari proseguo col +2 della specialistica. Il desiderio di autonomia è forte, ma credo si debba ragionare step by step.” ![]() Grande entusiasmo, ugualmente, lo ha dimostrato Laaouina Btissam, per gli amici semplicemente Bet, 23 enne di origine marocchina che studi a Torino Ingegneria delle telecomunicazioni. “Ho sempre fatto lavori che non si avvicinano per nulla al mio percorso di studi, ora credo sia l’ora di invertire la rotta! Per questo spero che alcuni dei colloqui che ho fatto qui possano andare a buon fine. Ho portato il mio cv anche in inglese, dato che anche durante i miei studi lo mastico parecchio. Ma dopo la triennale ho già in mente cosa fare. Mi sposterò all’università di Paris Sud, concluderò la specialistica sperando che il mio curriculum mi permetta di trovare una soluzione importante sul lavoro. Dove, non importa.” ![]() Sono infine due dei giovani di Jetop, prima che organizzatori dell’evento, studenti universitari a tutti gli effetti, a raccontare le loro esperienze. Francesco Munì, 20 anni, è iscritto ad Ingegneria gestionale al Poli, scelta perché “è certamente la facoltà più concreta tra tutte. Anche io, come molti, ho lavorato in altri settori, giusto per fare esperienza, ma dopo la triennale e la specialistica (che è impossibile bypassare) magari una scappata a Londra la penso. Lì mi piacerebbe lavorare nelle banche di consulenza ed investimento. E ai miei coetanei consiglio: capite bene cosa volete da voi e dal vostro futuro ora, finché si studia c’è ancora margine di cambiamento. Dopo, forse diventa più difficile”. ![]() Sull’idea di fuggire all’estero c’è anche Andrea Lenta, 21 anni, anch’egli in Jetop oltre che già impegnato nell’organizzazione di un’azienda che si occupa di catering. “Studio Ingegneria della produzione industriale, ma sono un eterno indeciso. So per certo, però, che una tra la spagna e l’Irlanda, che ospiteranno per una partnership tra atenei parte del mio futuro accademico, potrebbero essere anche idee buone per collocarmi sul lavoro. O magari, se l’azienda presso cui lavoro, si espande, corro in Francia e la faccio crescere lì.” ![]() |
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| Gabriele Cavallaro - 24/05/2011 |











