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Facce di campus
La nuova scena è una vie en rose
100 outsider tv

Si accende di fulgide stelle più che di astri nascenti il fi rmamento degli emergenti 2010, dove a farla da padrone, sulle scene del teatro così come dietro l’occhio delle telecamere, è soprattutto il talento al femminile. Se un tempo l’arte performativa era terreno per soli uomini, oggi le enfant prodige in gonnella si prendono la rivincita. E spopolano sugli albi d’oro dei principali riconoscimenti nazionali. Come il Premio Hystrio alla Vocazione, assegnato ex aequo nel 2009 a due attrici fresche di diploma, forgiate alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano: la vercellese Silvia Degrandi, 27 anni, notata per la «presenza scenica e la vocazione al protagonismo», e la genovese Camilla Semino Favro: 23 anni, una sfilza di ingaggi alle spalle (fra gli altri Ave Maria per una gatta morta di Sorrentino) più qualche comparsa tv (Don Matteo), il suo volto acqua e sapone ha conquistato la giuria per il «piglio interpretativo spregiudicato e originale». Emergente per età ma veterana per esperienza, la napoletana Chiara Baffi , 30 anni, è ormai un’abitué dei palchi internazionali. Dal debutto, insieme a Giulio Scarpati ne L’idiota di Dostoevskij, regia di Gigi Dall’Aglio, la sua parabola è un susseguirsi di premi (gli ultimi Duse e Ubu), fi no alla consacrazione in Francia, Usa e Russia con la Trilogia della villeggiatura di Goldoni, regia di Toni Servillo, e Chiòve di Pau Mirò, diretto da Francesco Saponaro. Una vie en rose che non si ferma al front stage, ma occupa anche i più sommessi retroscena della scrittura drammaturgica. Finché, di tanto in tanto, un nuovo, genialissimo testo esce allo scoperto. E fa il botto. Come È bello vivere liberi! (Premio scenario Ustica 2009), testo rivelazione su Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, scritto, diretto e interpretato dalla monfalconese Marta Cucusnà. E, se il grande schermo ci regala, sotto l’ala di Paolo Virzì, una baby star alle prime armi come la 16enne livornese Giulia Burgalassine La prima cosa bella, spetta a due veterani il compito di sdoganare il talento tricolore in acque europee: il nuovo volto di Tornatore, Francesco Scianna, siculo, classe ’82, premio Capri Breakout Award 2009 per l’interpretazione in Baarìa, su cui Michele Placido ha già messo gli occhi per il film Il fiore del male; e la shooting star fiorentina Alba Rohrwacher, 30 anni, due volte David di Donatello. In attesa di vederla nell’adattamento per il cinema de La solitudine dei numeri primi, ci regala L’uomo che verrà, nelle sale, e Io sono l’amore, dal 19 marzo. Di pellicola in pellicola, piccoli talenti crescono: così Marco Aceti, sdoganato al grande pubblico dal cult Notte prima degli esami, alla veneranda soglia dei 26 conta diversi ruoli sia al cinema (Ce n’è per tutti) che in tv (L’onore e il rispetto 2). O Daniele De Angelis, 21 anni, di Roma, alias Cristiano Malagò nella miniserie I liceali, che alla passione per la musica (è frontman dei Drum&Pera) affianca quella per il set. Vedere, per credere, Last Minute Marocco e Scrivilo sui muri.




Campus gennaio/febbraio 2010
Chiara Cantoni  -  18/01/2011
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