Cantanti ma anche autori. Chi è in cerca di una chance sa che una voce non basta più
I primi tre, se ancora non li conoscete, li scoprirete a giorni. Sono infatti in lizza
per la sezione Giovani del 60° Festival di San Remo: Jessica Brando, coi
suoi 15 anni, è la più giovane di tutti. A cinque anni intonava Frank Sinatra
ed Ella Fitzgerald; dieci anni dopo esordisce sul palco più popolare d’Italia
con il supporto della Emi music. In ordine di età segue Romeus, cantautore
22enne di Galatina (Lecce), fresco vincitore di San Remo Lab, arriva all’Ariston
con un disco scritto con Francesco Tricarico e il sostegno di un’etichetta come
la Sugar di Caterina Caselli, una che in fatto di scoperte diffi cilmente sbaglia un
colpo. L’ultimo porta il nome della talentuosissima Malika Ayane. Il più adulto dei
sanremesi è Luca Marino, cantautore varesino di 28 anni, che con la Warner music
(la casa discografica di Arisa) porta in riviera la sua Non mi dai pace.
Senza vetrine sensazionali, ma con grandi numeri da giocare, ecco Giovanni Truppi,
28 anni, fresco d’esordio con un album indipendente che spazia dal rock al
jazz anni 30, al funky blues dell’ultima generazione (www.cinicodisincanto.it). Dai
circuiti non uffi ciali arrivano anche due giovani capaci di farsi notare al Tour Music
Fest, rassegna di musica indipendente. La prima è Barbara Giacchino, astigiana
di 25 anni, diplomata in musicoterapia, innamorata di Capossela, Tenco e De
Andrè, ora impegnata nella produzione del suo primo album di inediti; il secondo
si chiama Ernesto De Luca, nato a Cosenza 29 anni fa, vincitore del Premio discografia e miglior cantautore al Tour Music Festival 2009. A breve uscirà il suo
singolo con la Rusty Records.
E i gruppi? C’è spazio anche per loro. Il primo ha un nome tutt’altro che promettente:
Pan del Diavolo. Niente di luciferino però, sono due simpatici palermitani
di 24 anni, freschi d’esordio discografico, il 15 gennaio scorso, con l’album Sono
all’osso (edizioni La Tempesta), e reduci da un tour di ben 80 date. Genere? Folk/
blues speziato di punk. Se il nome dei primi inquieta, quello dei secondi non rassicura:
Curtis Jones & The Gossip Terrorists; idem il titolo del loro primo album:
The assassination of Alabama Whitman (edizioni Discipline); non di meno per la
data del debutto, 13 novembre 2009. Una sfida alle superstizioni? Chissà. Sicuramente
sfi dano il mercato discografico nostrano, dato che, pur italianissimi, cantano
in inglese tutte le 11 tracce dell’album, un amalgama di garage-rock, funk, shake,
indie, glam e new wave. E per ultimo andiamo in... E’Vacant. Gruppo milanesebergamasco-
catanese capeggiato dalla front-woman Gaia, dalla cui storia trae forse
origine il nome della band: ha infatti fondato il quartetto al ritorno in Italia da alcuni
anni «vacanti» a Londra: «Studiavo all’università, cantavo e suonavo la chitarra»,
spiega, «e l’atmosfera musicale di quella città mi ha completamente contagiata».
Una contaminazione british che ha impressionato i discografici, visto che a mettere
i quattro sotto contratto ha pensato nientemeno che la Sonymusic.
Campus gennaio/febbraio 2010
|