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Facce di campus
Quando l’arte riproduce (ed anticipa) la realtà
In un thriller di un giovane scrittore le trame mozzafiato dell’oggi

L’idea era quella di imitare la realtà, riproducendo gli ambienti oscuri del caso Montesi (http://www.misteriditalia.it/altri-misteri/montesi), in cui il caso di una ragazza trovata morta su di un litorale romano (nel 1953), da oscura vicenda giudiziaria divenne affare politico e faida mediatica per la conquista del potere. Che l’idea di riprodurre queste vicende in una ‘fiction’ letteraria fosse venuta nel 2006 ad un giovane, Simone Sarasso, nato molti anni dopo (ed ora trentaduenne) era già allora singolare; che lo scrittore allora non fosse neppure ancora tale ma si arrabattasse, nonostante la sua laurea in Filosofia all’Università di Torino nel 2003, tra molti lavoretti (insegnante di sostegno in un asilo, lettore e ‘valutatore’ di manoscritti altrui per case editrici) era altrettanto singolare. Poi, a 28 anni, la pubblicazione presso la casa editrice Effequ di Firenze di “Confine di Stato” , un thriller, appunto, sui misteri dell’Italia del ’53 (ma assai simile a quella di oggi!) sfociato nella ripubblicazione nel 2007 presso i prestigiosi tipi di Marsilio a Venezia (http://www.marsilioeditori.it/autori/libro/3179249-confine-di-stato) e, infine, la ‘consacrazione’ come scrittore con ben altri due titoli nel 2009 “Settanta” (http://www.marsilioeditori.it/autori/libro/3179788-settanta) e “United we stand”. Storie del malaffare d’Italia raccontate con passione etica e civile dai uno di quei giovani che ce l’hanno fatta, a dispetto delle nefandezze di tanti esempi oscuri di chi detiene il potere, oggi come ieri , e nel fare questo divora i suoi figli (vd. anche ivi http://www.campus.it/blog/2009/11/20/padri-d%E2%80%99italia/).
Elisabetta Priotti  -  22/11/2009
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