Daniele Piazza, a 20 anni ha fatto strike con una società di sua invenzione
Italiani popoli di navigatori, santi e inventori, recita
uno dei più longevi motti sull’indole italica. I primi
hanno un po’ tirato i remi in barca, o li hanno
immersi nelle acque virtuali di internet, mare che
promette esplorazioni e scoperte illimitate, sui
secondi meglio non entrare in argomento viste
le cronache nazionali-popolari del Belpaese. Non
resta che affidarsi ai terzi, gli unici per i quali la
lampadina dell’intuizione non sembra essersi spenta.
La nuova generazione di Archimede italiani spazia a
tutto campo, ma individua nella tecnologia wireless uno
dei suoi campi d’elezione. Fra questi si è recentemente
segnalato Daniele Piazza, che nel 2009 si è aggiudicato
il secondo posto al Premio nazionale dell’innovazione
grazie a un sistema in grado di portare in casa il segnale
di internet o della tv ad alta definizione. Daniele ha ottenuto
il risultato in una delle più importanti competizioni
per le giovani imprese innovative italiane. Un’iniziativa
sponsorizzata da Vodafone, nella quale ogni anno si
sfidano i partecipanti delle Start Cup, le competizioni
per aziende in fase di avvio, di 38 università italiane e
di centri di ricerca come Cnr ed Enea.
Lodigiano, 28 anni, Daniele è il capogruppo di Adant,
questo il nome dell’azienda che ora, spiega, «è in fase
di costituzione». Dopo una laurea in Ingegneria delle telecomunicazioni
al Politecnico di Milano, ha conquistato
il master (ma nel senso anglosassone, naturalmente, di
titolo di laurea di secondo livello) e il PhD, il dottorato,
negli Usa, alla Drexel University di Philadelphia.
«L’idea delle nuove antenne wireless l’ho avuta negli
Stati Uniti, e l’ho portata avanti assieme al Politecnico
di Milano. Poi ho deciso di tornare in Italia per svilupparla
e renderla reale». Con buona pace di chi pensa che
un’azienda tecnologica possa nascere solo negli States.
«In Italia dobbiamo imparare ad apprezzare maggiormente
il titolo di dottorato, che può anche non avere il
consueto sbocco nella carriera accademica, ma bensi
in quello imprenditoriale».
La soluzione che Adant propone è quella di una nuova
generazione di antenne wireless, più compatte e a basso
costo delle attuali, ma anche più efficienti, capaci di
soddisfare l’esigenza sempre più pressante di servizi
senza filo. «Velocità nella trasmissione dei dati, miglior
copertura, risparmio di energia e riduzione degli spazi
occupati dalle antenne», spiega ancora Daniele, «sono
alcune caratteristiche del nuovo sistema».
«In questa azienda che sta per nascere siamo un gruppo
giovane, compresi i professori che ci seguono al Poli
», racconta ancora Daniele, che nel futuro cda avrà il
ruolo di executive, oltre a quello di direttore del settore
tecnico. «Le difficoltà non mancano», ammette. «Ma
aver ottenuto questo risultato al Premio nazionale innovazione
ci ha dato una buona visibilità: un patrimonio
che dobbiamo imparare a sfruttare».

Campus gennaio/febbraio 2010 |
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Damiano Fedeli
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18/01/2011
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