| Esperienze |
| MotoGP: strategia non solo ai box |
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Parla Gianpiero Morbello, manager dello sport Yamaha, Packard Bell, Valentino Rossi. Che hanno in comune? Bè, tutti sanno che Rossi corre per la scuderia giapponese. Ora quasi tutti sanno che, dalla stagione motociclistica 2009, il logo Packard è diventato sponsor ufficiale del team Yamaha, sostituendo su tute, carene, caschi e magliette la scritta Acer (che nel gennaio 2008 ha acquistato proprio la PB). Campus si è fatto raccontare le strategie di marketing che sono state prese dal colosso di Taiwan, contattando Gianpiero Morbello, Acer group vice president marketing & brand. In primis abbiamo cercato di capire la scelta di puntare sulle sponsorizzazioni sportive, riconducibile al fatto che lo sport è una piattaforma emotiva e comunicativa in grado di generare business: «le emozioni – afferma Morbello - sono trasferite al brand sponsor, che è così percepito positivamente». Ma perché proprio la Yamaha? «dopo diversi studi – continua Morbello – abbiamo concluso che i valori del marchio Packard Bell erano in target perfetto con quelli della Yamaha e in particolare di Valentino Rossi». E non dimentichiamoci che la figura di Rossi attrae un target trasversale per fasce d’età, estrazione socioculturale: in particolare, il pubblico del motomondiale è orientato verso un target giovane e dinamico, che punta alla velocità d’esecuzione e favorevole al lavoro in team. Conclude Morbello: «il motociclismo si sta affermando come uno sport trasversale, con audience in crescita, che va a interessare svariati segmenti demografici. Anche grazie a questi elementi passa il restyle del brand Packard Bell, di cui si vuole modificare la visual identità, a partire dal nuovo logo».
Per informazioni sul gruppo: www.packardbell.com. ![]() Gianpiero Morbello durante una presentazione |
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