| Editoriale |
| Editoriale Luglio/Agosto 2011 |
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QUELLE BEST UNIVERSITIES NEL RATING DI CAMPUS Valutazione: una parola usata e abusata nel dibattito universitario dell’ultimo decennio. Tanto più invocata negli slogan, specialmente quelli della politica, quanto più negata nei fatti. Misurare l’impegno e l’efficacia di docenti e ricercatori, si è sempre ripetuto fino allo sfinimento, significa introdurre elementi di vera competizione fra le università, muovere i singoli e le istituzioni al cambiamento facendo fuori la mala pianta del nepotismo e del lassismo. Anche il ministro attuale, Mariastella Gelmini, era arrivata tre anni fa con questa roboante parola d’ordine, valutazione appunto, ma come primo atto del suo ministero aveva smontato l’agenzia di valutazione messa in piedi dal suo predecessore e pronta per partire. Morale: l’Anvur, così si chiama, è partita proprio recentemente, da un mese o giù di lì, e i suoi risultati si cominceranno a vedere chissà quando. Un vuoto che abilità noi giornalisti a esercitarsi nel creare piccoli meccanismi di valutazione all’ingrosso, mi si passi il gioco di parole, come i rating. Campus ne manda in edicola uno proprio in questi giorni nella Guida all’Università 2012. Come facciamo da sette anni- e, consentiteci, anche piuttosto bene - ci siamo presi la briga di analizzare una gran messe di dati secondo criteri utili allo studente. Abbiamo analizzato le performance delle 77 università italiane secondo la didattica, la adeguatezza numerica del corpo docente, il rendimento degli studenti, la ricerca e l’internazionalizzazione, il placement dopo la laurea come fanno anche altre classifiche. Ma, a differenza di altri, abbiamo preso in esame anche la tassazione, parametrandola alle risorse nazionali o locali di cui ogni ateneo gode, per punire quelli gratuitamente esosi e premiare quelli equi. Non solo, siamo andati a vedere i responsi della valutazione data dagli studenti alla didattica. Si tratta della cenerentola dell’accademia italiana: moduli somministrati frettolosamente alla fine di ogni corso, con modalità spesso contestabili. Risposte però che danno voce agli studenti, consentendo loro di dire cosa è andato e cosa no di una serie di lezioni ma anche l’adeguatezza del carico di studio. Soprattutto si tratta di uno dei rarissimi momenti in cui si chiede allo studente, che dell’università dovrebbe essere il centro, di dire come vadano le cose. Mentre il rating generale potrete trovarla in edicola acquistando appunto la nostra Guida, dedichiamo tre pagine alla speciale classifica della valutazione, intervistando i tre rettori del Piemonte Orientale, Paolo Garbarino, dell’Università di Aosta, Pietro Passerin d’Entreves e dell’ateneo napoletano Suor Orsola Benincasa, Lucio D’Alessandro, che sono risultati i più amati dai loro studenti in un’area dove la blasonata Bocconi di Guido Tabellini, che in generale si dimostra ancora la migliore d’Italia, vivacchia a metà ranking, con un severo 23,61. |
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