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La tesi? La copio, e non mi vergogno
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A cura di Beatrice Bortolin
Allarme corruzione nelle università cinesi. Un problema che finora
aveva riguardato quasi esclusivamente il mondo politico, indignando la
cittadinanza, ora è diventato un punto debole anche del sistema educativo
nazionale. Professori che obbligano gli studenti dottorandi a scrivere ricerche
che poi pubblicano in volumi a loro nome; universitari che scopiazzano la tesi
a destra e a manca; insegnanti che plagiano opere altrui pur di fare carriera.
Sono solo alcuni esempi del tarlo della corruzione che sta bacando anche i
migliori atenei cinesi, quelli che fanno invidia perfino agli americani per
l'alto livello dell'insegnamento. Casi del genere sono familiari anche a noi
Italiani. I Cinesi, però, esagerano: sembra infatti che i colpevoli di plagio,
una volta smascherati, non dimostrino alcun senso di colpa, totalmente
incuranti di ogni regola morale. Qualcuno, per fortuna, si è ribellato: a
novembre, un migliaio di dottorandi è sceso in piazza per manifestare contro la
corruzione universitaria e invitare le matricole a tenere comportamenti
corretti |
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