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Diario da Pechino
Le madri di Tienanmen ci riprovano
A cura di Beatrice Bortolin


Con una lettera resa nota dall'organizzazione umanitaria "Human Rights in China", le madri delle vittime di piazza Tienanmen fanno sentire nuovamente la loro voce. Le richieste alle autorità cinesi, che non hanno mai risposto, sono sempre le stesse: la revisione del giudizio di condanna del movimento studentesco conclusosi con il massacro del 3-4 giugno 1989; un'inchiesta ufficiale e la punizione dei colpevoli; il risarcimento e l'assistenza per le famiglie delle vittime. L'Associazione delle Madri di Piazza Tienanmen è stata fondata nel 1991 da una professoressa universitaria in pensione, Ding Zilin, che perse il figlio 17enne nella manifestazione studentesca. Grazie al lavoro delle "Madri", sono state rintracciate le famiglie di 186 ragazzi uccisi - le vittime in realtà furono alcune centinaia - ed è stata creata una rete di assistenza interna. Per aiutare a non dimenticare, ma soprattutto per resistere alla pressione del regime: a 17 anni dalla strage, le famiglie dei "controrivoluzionari" - come vennero bollati gli studenti di piazza Tienanmen - sono ancora seguite e sorvegliate, e nell'anniversario del massacro, vengono messe di fatto agli arresti domiciliari.
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