|
Niente golf, siamo proletari
|
A cura di Beatrice Bortolin
Marcia indietro dell'università di Pechino, dopo
l'annuncio dell'imminente costruzione di un campo da golf all'interno del
campus. La notizia, che era stata ripresa dai media di tutto il mondo, aveva
sollevato le proteste degli studenti meno abbienti, quelli provenienti dal
mondo contadino e operaio. Il golf, sport d'élite, è troppo caro per la
stragrande maggioranza degli iscritti al prestigioso ateneo pechinese, che
sopravvivono a stento con le borse di studio.
Il rettore, Xu Zhihong, ha affermato che il dibattito inaspettatamente
"caldo" delle ultime settimane lo ha convinto del fatto che il
progetto è diventato un argomento "troppo sensibile". Quindi,
nonostante il golf sia ormai visto in Cina come lo sport dell'emancipazione
economica e della scalata sociale, nell'Università di Pechino non si terranno
corsi pratici. Diversa la scelta dell'università di Xiamen, nel sud-est della
Cina: per gli studenti di management, legge, economia e informatica, il golf è
una materia obbligatoria. |
|
|