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| Il vademecum del neopatentato |
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Ecco tutto ciò che i giovani devono sapere per un acquisto oculato della prima auto La prima auto è un po’ come il primo amore: non si scorda mai. Ecco perché bisogna fare di tutto affinché la scelta ricada su quella giusta. Ebbene, questo senso il web viene in soccorso. In particolare grazie al portale in http://www.automobile.it che si propone come tutor online per i suoi utenti, con una serie di suggerimenti su come trovare l’auto fatta apposta per loro. Ma ecco alcune delle linee…guida (!!) da seguire. Tanto per cominciare, si sa che in genere la prima è una macchina da battaglia, che deve resistere ad angherie, urti, bruschi stacchi di frizione, logoramenti del cambio e a tutti quegli errori che i neopatentati sono soliti commettere per scarsa esperienza. Per questo, si tende a preferire un’auto usata, così che si possa imparare a guidarla senza doversi preoccupare di rovinarla. Chiaramente bisognerà assicurarsi innanzitutto che l’auto sia in buone condizioni e che non abbia percorso più di 70.000 km. Quanto alla potenza, non c’è molta alternativa: con i nuovi limiti del codice della strada entrati in vigore quest’inverno i neopatentati possono guidare auto fino a 70 kw di potenza, che comunque non è poco considerando che i più inesperti non hanno un buon controllo della velocità e sono spesso portati a schiacciare troppo l’acceleratore. Ancora, visto che i giovani appena patentati, nell’ansia di voler fare pratica e di assaporare l’indipendenza appena acquisita, sono soliti macinare parecchi chilometri, sarà bene scegliere una macchina che abbia consumi estremamente ridotti (un motore a metano sarebbe l’ideale, ma anche il diesel è un buon compromesso) e bassi costi di gestione. Sarà bene, poi, evitare le grandi dimensioni: un principiante ha bisogno di familiarizzare con le misure e di allenare l’occhio. Anche il cambio automatico è sconsigliato perché impedisce al guidatore di imparare a “sentire” la macchina. Ultima, ma non per importanza, la questione del prezzo: inutile dissanguarsi per un’auto che non è destinata a durare. Imporsi un tetto massimo di 10.000 euro potrebbe essere ragionevole. |
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| Gabriele Cavallaro - 29/06/2011 |







