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Bono: le mie preghiere rock
Il leader degli U2 tra musica e religione



Chi l’avrebbe mai detto che un ragazzo di Dublino, cresciuto per strada tra povertà e delinquenza, sarebbe diventato, un giorno, la voce della rock band più famosa del mondo?
Questo è ciò che è accaduto a Paul Hewson, alias Bono, leader incontrastato degli U2 e, come se non bastasse, accanito attivista politico che lotta per la cancellazione del debito pubblico in Africa (é riuscito a far annullare il debito di ben 18 paesi).
La celebre rivista americana Rolling Stone ha da poco realizzato un’intervista esclusiva in cui Bono parla soprattutto della sua adolescenza e del suo rapporto difficile con Dio e la religione.

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Con una madre protestante e un padre cattolico, il leader degli U2 ha avuto, fin dall’infanzia un rapporto conflittuale con la religione. Nelle sue prime canzoni, Bono sembra alla ricerca di una spiritualità e, ancora oggi, dice: << Per me le canzoni sono come le preghiere. Vorrei che Dio mi desse delle risposte a quello che mi chiedo quando canto >>.
Per il cantante, la musica ha sempre un legame con Dio: può avvicinarci alla religione, come può farci allontanare.
E se gli domandiamo qual è oggi il suo concetto di Dio, Bono risponde: << Credo che ci sia una forza che ci avvolge, la forza dell’amore e della razionalità che dà un senso all’universo e alle nostre vite >>.


 
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