TesiCamp, un’occasione per i nativi digitali
Che fine fanno le tesi di laurea dopo che vengono discusse davanti a commissioni di professori, spesso assonnate? Molte volte, purtroppo, finiscono negli archivi universitari o in librerie polverose, dove spunti e lavori interessanti vengono dimenticati. Da questa osservazione è nata su iniziativa di tre docenti (Ivan Montis – Università Cattolica di Milano, Alberto D’Ottavi e Luca Galli- NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano)TesiCamp, ovvero una giornata in cui i giovani neolaureati e laureandi discutono una tesi sull’innovazione digitale di fronte ad aziende in cerca di nuove idee. Dopo la prima edizione nel 2009, venerdì 3 dicembre presso Palazzo Turati di Milano si è svolta la seconda edizione, dove studenti e tesisti (età media: 24 anni) hanno esposto le loro tesi per un massimo di 15 minuti ciascuno, secondo la formula del bar-camp. Gli argomenti hanno spaziato da prodotti/servizi innovativi per il territorio, all’editoria on-line, al free business, ai contesti ludici. Un’occasione per dare visibilità ai giovani in gamba in cerca di un’opportunità lavorativa e un’occasione per le aziende in cerca di talenti. E infatti su una bacheca ad hoc alcuni manager hanno lasciato i loro contatti e postato la figura che stanno cercando in azienda.
Performedia, agenzia media on-line di Milano, premierà la migliore tesi sviluppata sui temi della pubblicità on-line con uno stage retribuito con 500 euro/mese per sei mesi presso la loro agenzia.
Si è parlato anche di “eticità” degli stage, che spesso nel campo della comunicazione, del marketing, dei new media sono usati dalle aziende come un modo low cost per avere un costante ricambio di forza lavoro, ma anche di come l’innovazione digitale possa essere un vantaggio competitivo per i ragazzi che ormai sguazzano nelle acque del web. In conclusione, prima regola per i ventenni: continuare ad investire su loro stessi in termini di formazione, specialmente nel campo dell’innovazione digitale dove stanno nascendo nuove figure professionali. Seconda regola: imparare a non farsi fregare da offerte di lavoro che si rivelano specchietti per le allodole. E, a detta dei ragazzi, ce ne sono tante.





