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TesiCamp, un’occasione per i nativi digitali

di Maria Teresa Melodia

148282_10150096163920159_121320850158_7239985_7345504_nChe fine fanno le tesi di laurea dopo che vengono discusse davanti a commissioni di professori, spesso assonnate? Molte volte, purtroppo, finiscono negli archivi universitari o in librerie polverose, dove spunti e lavori interessanti vengono dimenticati. Da questa osservazione è nata su iniziativa di tre docenti (Ivan Montis – Università Cattolica di Milano, Alberto D’Ottavi e Luca Galli- NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano)TesiCamp, ovvero una giornata in cui i giovani neolaureati e laureandi discutono una tesi sull’innovazione digitale di fronte ad aziende in cerca di nuove idee. Dopo la prima edizione nel 2009, venerdì 3 dicembre presso Palazzo Turati di Milano si è svolta la seconda edizione, dove studenti e tesisti (età media: 24 anni) hanno esposto le loro tesi per un massimo di 15 minuti ciascuno, secondo la formula del bar-camp. Gli argomenti hanno spaziato da prodotti/servizi innovativi per il territorio, all’editoria on-line, al free business, ai contesti ludici. Un’occasione per dare visibilità ai giovani in gamba in cerca di un’opportunità lavorativa e un’occasione per le aziende in cerca di talenti. E infatti su una bacheca ad hoc alcuni manager hanno lasciato i loro contatti e postato la figura che stanno cercando in azienda.
Performedia, agenzia media on-line di Milano, premierà la migliore tesi sviluppata sui temi della pubblicità on-line con uno stage retribuito con 500 euro/mese per sei mesi presso la loro agenzia.
Si è parlato anche di “eticità” degli stage, che spesso nel campo della comunicazione, del marketing, dei new media sono usati dalle aziende come un modo low cost per avere un costante ricambio di forza lavoro, ma anche di come l’innovazione digitale possa essere un vantaggio competitivo per i ragazzi che ormai sguazzano nelle acque del web. In conclusione, prima regola per i ventenni: continuare ad investire su loro stessi in termini di formazione, specialmente nel campo dell’innovazione digitale dove stanno nascendo nuove figure professionali. Seconda regola: imparare a non farsi fregare da offerte di lavoro che si rivelano specchietti per le allodole. E, a detta dei ragazzi, ce ne sono tante.

Data: 6 dicembre 2010

Tutta la verità sulle aziende (o quasi)

di Maria Teresa Melodia

sopo-it1“La vita è troppo breve per il lavoro sbagliato”. La pensano così un paio di ex studenti Bocconi, ideatori della start up Sopo.it, piattaforma online pensata per classificare le aziende in base ai commenti dei dipendenti, in maniera completamente anonima e attraverso un sistema di rating chiaro e strutturato.

L’obiettivo è quello di offrire a chi cerca un lavoro, neolaureati in primis, uno strumento utile per effettuare una scelta consapevole. Capita infatti spesso che le informazioni date al colloquio non siano sufficienti, ed è qui che scatta l’utilità di Sopo.it che si presenta come un social network finalizzato alla valutazione e recensione della qualità di vita nelle aziende, basata su una logica bottom- up, in pieno stile web 2.0.

Gli utenti possono votare la propria azienda sulla base di 9 parametri che vanno dalla voce stipendio e benefit all’opportunità di carriera, fino a caratteristiche intangibili quali la capacità del management, rispetto per la persona, trasparenza, work/life balance, stabilità del posto di lavoro, ambiente di lavoro, etica e professionalità. A questi indicatori si può aggiungere un commento testuale che spiega il voto complessivo che si aggiunge alle classifiche elaborate da Sopo.it sulla base dei punteggi e utili per comparare le aziende e valutare i punti di forza e debolezza.

500 sono le aziende recensite finora, e le visite totali sono circa 50.000. E se alcuni dubbi nascono inevitabilmente di fronte a un servizio che si basa su utenti anonimi, potenziali screditori o frustrati, si nota anche che su Sopo.it le informazioni sulla reputazione delle aziende sono tante e possono rivelarsi interessanti. Un servizio utile non solo per chi cerca lavoro, ma anche uno strumento di monitoraggio per chi assume.

Data: 4 agosto 2010

Il lavoro è social

di Maria Teresa Melodia

social-networkPer la serie: gli amici fanno curriculum! Anche i social network aiutano a trovare lavoro, se hai 150 amici su Facebook,100 contatti su LinkedIn e 50 follower su Twitter: sono questi i prerequisiti per essere assunto come Social Media Specialist da www.casa.it, il portale immobiliare con oltre 600.000 annunci e 2.300.000 utenti unici al mese. Meglio ancora se sei anche il gestore di almeno una fan page su FB o sei autore di un blog.

Il progetto di recruitment innovativo lanciato da Casa.it si chiama youwork ed è realizzato in partnership con Monster e UannaBe. Attraverso un minisito dedicato, puoi candidarti postando un cv e una video-risposta con cui puoi metterti in gioco e descriverti per dimostrare di essere il Social Media Specialist ideale. Una volta assunto con un contratto di un anno dovrai occuparti di sviluppare le dinamiche web 2.0 e di curare la presenza di Casa.it sui social network e sui blog, creando contenuti ad hoc e gestendo il dialogo costante con utenti, blogger e web influencer.

Sempre in tema di lavoro e social network, Ericsson invece ha aperto dei veri e propri canali, come quello su Twitter (http://twitter.com/EricssonCareers) in cui cerca di scovare nuovi talenti. “Utilizziamo il mondo sociale 2.0 per creare, allargare e sviluppare la nostra rete – spiegano dall’azienda di telecomunicazioni – ma anche per attrarre nuovi cervelli con modalità attuali e innovative”.

In bocca al lupo con il recruitment 2.0.

Data: 17 maggio 2010

Sei stato candidato

di Maria Teresa Melodia

AnonymousBecauseAlzi la mano chi, almeno una volta, non si è imbattuto in domande folli a un colloquio di lavoro. Finalmente è arrivata l’occasione per condividere i quesiti più strani o le situazioni più insolite affrontate. E dove, se non sul web? Infatti, sul sito www.seistatocandidato.it, creato dal team di InfoJobs, è possibile raccontare la propria storia ai colloqui di lavoro, inserire le domande più strane che si sono ricevute, scrivere i consigli utili per superare brillantemente un colloquio. Basta entrare nel portale e pubblicare il proprio contributo. L’obiettivo del progetto è quello di dare vita alla prima user generated guide del mondo del lavoro, la prima guida scritta dagli utenti. Scadenza per partecipare: 15 aprile 2010.

Finora le testimonianze sono davvero molte ed esilaranti. Ecco qualche esempio:
“Ah quindi lei ha 30 anni e vive ancora con i suoi..allora è una bambocciona vero?”
“Ha paura del buio?”
“Ma lei è così sicura di voler lavorare??è cosi giovane!!(candidata di 26 anni)
“Se fosse un personaggio di fantasia quale sarebbe?”
“Ha in progetto, anche se mi ha detto che è single, di fidanzarsi, sposarsi e avere figli?”

E ora? Tocca a voi. Spazio a gioie e dolori dei candidati web 2.0

Data: 21 marzo 2010

La Etsu userà MySpace, facebook e twitter

East Tennessee State UniversityLa East Tennessee State University di Johnson City utilizzerà MySpace, facebook e twitter per le comunicazioni con gli studenti, insieme alla bacheca elettronica e all’attuale sistema di alert attivo. Si prevede che entro il 2009 l’integrazione sarà realizzata.

In altre occasioni alcune università americane avevano mostrato grande scetticismo verso gli strumenti del cosiddetto web 2.0. Obama effect?

Data: 30 gennaio 2009

La protesta al tempo di Facebook

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La domanda sorge spontanea, dopo gli scontri di oggi, a Roma e a Milano e in previsione dello sciopero di domani cotro la legge 133/08.

Ha ancora senso usare forme di protesta novecentesche, nell’era del web 2.0?

Siamo davvero convinti che occupare, presidiare, bloccare sia oggi efficace oltre che legittimo?

La sensazione è che la piazza, con i suoi riti ed i suoi miti, non conservi più lo stesso potere di condizionamento della politica e dell’ opinione pubblica. E che, anzi, queste forme alimentino un rimbalzo da maggioranza silenziosa.

Posso sbagliarmi ma chi sta inventando nuove forme di mobilitazione antiGelmini su Facebook e in generale nella rete è molto, molto più avanti.

Data: 29 ottobre 2008

Università 2.0

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“Progettare insieme l’Università del futuro, in Italia”. Vola alto, altissimo, Ibridamenti community  progettata nell’ambito del dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione dell’Università Ca’ Foscari (Venezia).

La community virtuale, diventata anche uno dei più importanti blog collettivi d’Italia, è un esempio di generazione di contenuti dal basso, arricchita dalla presenza di specialisti e di saperi non-esperti.

Adesso, si sperimenteranno pratiche collaborative in rete e nuovi modelli di ricerca universitaria, “condividendo idee, discuterle, rifiutarle, caldeggiarle e procedere a momenti di sintesi e riflessione”.

La sfida, dicono quelli di Ibridamenti, “è quella legata alle possibilità creative della Community nell’elaborazione di un modello innovativo di università in Italia”.

Buon lavoro!

Data: 17 ottobre 2008
Campus
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