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	<title>Il blog universitario di Campus &#187; University of dreams</title>
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		<title>Lo stage? A pagamento</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 11:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/internship.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/internship.jpg" title="internship.jpg"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/internship.jpg" alt="internship.jpg" width="114" height="83" /></a></p>
<p><lo>Se per i giovani neolaureati italiani c’è l’incubo degli stage sempre meno retribuiti o rimborsati, fino ai mitici buoni pasto, negli States l’internship, come si chiama il periodo formativo all’interno delle aziende, non solo è gratuito ma c’è da pagare un’agenzia che lo procuri.</lo></p>
<p><lo>Come ha scritto il <em>New York Times</em> nei giorni scorsi, le principali società del settore, come la <strong>University of dreams</strong> (un nome, un programma), o la <strong>Internship.com </strong>offrono stage in primarie società, della durata di circa un mese, spesso in Europa, a <strong>8mila</strong> dollari (<strong>5.588</strong> euro). La cifra è comprensiva di alloggio, vitto (in parte) e altri servizi.</lo></p>
<p>Internship.com – 45 addetti in 13 città che collocano <strong>1.600</strong> studenti all’anno -<span>  </span>ad esempio, propone<span>  </span>otto settimane a <em>New York City</em>, con sistemazione, “cinque pasti alla settimana” ma anche “ seminari e tour nella Grande Mela”. In vetrina ci sono anche un mese a Londra per <strong>9.450</strong> dollari o il Costa Rica a meno di <strong>6mila</strong>.</p>
<p>Con la <a href="http://www.king5.com/video/index.html?z=y&amp;nvid=350623&amp;shu=1">University of Dreams</a> si può anche volare a Barcellona e scegliere se fare 40 giorni circa  alla <strong>Edelman</strong> (comunicazione), alla BOPAA Arquitectura (architettura) o, ancora, alla catena di alberghi <strong>Eurostars Grand Marina</strong>, per “soli” 7.999 dollari.</p>
<p>Attenzione però a scegliere bene il corso o a chiarirvi le idee in partenza: l’<em>Ateneo dei sogni </em>chiede 35 dollari semplicemente per esaminare la vostra domanda. Molti meno dello <strong>Washington Center,</strong> una non profit che esige 60 dollari per application ma potrà offrirvi un internship di 10 settimane ad <strong>Amnesty International </strong>o all’Ambasciata del <strong>Canada </strong>per<span>  </span>5.195 che salgono a 8.653 se si desidera anche l’alloggio, come fa il 90 per cento degli studenti.</p>
<p>Secondo il <em>New York Times</em>, le internship a pagamento stanno conoscendo un piccolo boom grazie alla crisi: molte famiglie le considerano un investimento complementare rispetto a quello degli studi. La speranza, per molti, è di rafforzare il curriculum, ottenere contatti e mettersi in mostra, per un&#8217;ulteriore opportunità l&#8217;anno successivo, se non per un colloquio di lavoro.</p>
<p>Le aziende ospitanti, che non pagano un cent alle agenzie, sono ovviamente molto collaborative. Come ha spiegato al quotidiano <strong>Sarah Cirkiel</strong>, ceo della<span>  </span><strong>Pitch Control Public Relations</strong>, che in quattro anni ha concluso 20 internship con la University of dreams: “Rendono il processo di ricerca e selezione molto più semplice”, ha detto.</p>
<p><!--[if !supportEmptyParas]--><!--[endif]--> Negli career service degli atenei, c’è chi storce il naso: se è vero che le agenzie riescono a collocare anche gli studenti delle università meno blasonate, colmando un gap storico, si scava un altro solco fra chi può permettersi un simile esborso e chi no.</p>
<p>Curiosità: a firmare l&#8217;articole era <strong>Gerry Shih</strong>, uno stagiaire. &#8220;Pagato&#8221; ha specificato, accanto alla firma, il quotidiano newyorchese.</p>
<p>Infine una domanda: quanto impiegherà questo mini-trend a fare capolino anche in Italia?</p>
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