Test d’ingresso? Una lotteria

Dallo stato alla lotteria: è questa l’immagine che Beppe Severgnini, nell’editoriale del Corriere di oggi, utilizza per inquadrare il cambiamento di modalità nell’accesso accademico tra ieri e oggi. “Un tempo i ragazzi italiani lottavano per entrare in aule affollate; oggi affrontano quiz esoterici”, commenta.
Tre, secondo il giornalista, le problematiche che affliggono il fatidico “numero chiuso”: non si tiene conto dei risultati delle superiori, i test non affiancano colloqui attitudinali ma li sostituiscono (e come cita l’editoriale “…ogni professione richiede predisposizione e passione – e con i quiz non si vedono.”), terzo, il sistema non tiene conto delle necessità che cambiano, se trent’anni fa venivano “sfornati” troppi medici, oggi ce ne sono troppo pochi.
La soluzione proposta nell’editoriale? Un sistema che preveda accesso libero con barriera al secondo anno. Ma qui subentrano le ben note difficoltà relative alla carenza di spazi che contengano grandi folle sia all’interno delle strutture universitarie che in collegi e residenze.
E, come abbiamo accennato nell’apertura dell’ultimo numero di CampusPRO, sorge il dubbio che il fenomeno test sia anche un’ottima occasione per gli atenei di “far cassa” e per agevolare società e consorzi specializzati del settore. Il fatto che intorno al sistema si muova ogni anno un indotto di circa 50 milioni di euro potrebbe levare ogni dubbio sul perché, per esempio, dei test valutativi non selettivi.
La conclusione di Severgnini sull’argomento riassume in maniera esemplare quello che tutti si augurerebbero ma che l’Italia non accenna neanche lontanamente: “La Repubblica fondata sullo stage ai suoi figli dovrebbe almeno offrire un’università serena e una speranza vera”.

A spasso un giovane su quattro. Lo dice l’Istat: a luglio, fra gli italiani fra i 15 e i 24 anni, era senza lavoro il 26,8%. Esulta il ministro del Welfare, Sacconi, che ricorda come la percentuale sia migliorata dello 0,6% e che i dati europei siano ben più preoccupanti.
Sulle difficoltà che gli studenti fuorisede incontrano nella ricerca della casa, Campus ha insistito parecchio. Tra contratti in nero, proprietari esosi e imprevisti di varia natura, trovare un posto-letto a costi ragionevoli e in condizioni accettabili è un’impresa quasi titanica per le matricole.
Il Morehouse college di Atlanta, cerca di tagliare il cordone ombelicale. Dà il benvenuto agli studenti arrivati al college per trascorrere il primo anno di studio e contemporaneamente dà il ben servito ai genitori, che si presentano alla porta insieme ai figlioli.
Sorpresa: università scomparsa al 
“La legge 133, il disegno di legge 1905 e i tagli al finanziamento dell’università e della ricerca oscurano il futuro dei giovani e della cultura. Oscuriamo il sito per 15 secondi ad ogni contatto in segno di protesta”, così la facoltà di Economia dell’Università di Cagliari conduce la sua battaglia privata al nuovo disegno di legge.

All’Università di Delhi la “freshers’ week” è agli sgoccioli. Tra pochi giorni migliaia di matricole riempiranno le aule e i giardini dell’ateneo della capitale indiana.