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Cepu-eCampus, la guida

cepunewIn un anno circa di inchiesta sul Gruppo Cepu e sull’ateneo telematico eCampus di Novedrate, sul loro fondatore Francesco Polidori abbiamo prodotto un po’ di notizie e molti approfondimenti.

Visto la crescente attualità dell’argomento, abbiamo pensato di organizzare un indice vero e proprio degli articoli pubblicati online. Altri possono essere reperiti su CampusPro, registradosi gratuitamente.

Altri ancora, sono nell’ultima annata, cartacea, del mensile Campus: lì metteremo online quanto prima.

16/06/ 08 Cepu: disperately seeking Bertrand

19/09/08  Cepu e pubblicità, cosa c’è dietro?

21/05/09 Cepu: quello strano Ateneo

27/05/09 Lo strano caso Cepu

11/07/09 Cepu olè, avvocati facili

31/08/09 Tremonti, San Marino, Cepu

26/09/09 Se anche Cepu inaugura

20/10/09 Su Cepu le news di Studenti.it

31/10/09 Mistero: Cepu venduta

15/11/09 Affari a ripetizione

15/11/09 Noi, vicini di casa

15/12/09 I compagni della Val Tiberina

15/12/09 Tutor in rivolta: l’epilogo

21/12/09 Cepu indennizza i tutor licenziati

08/02/10 Il prof. Di Pietro al Cepu

23/02/10 Cepu: tutor arrabbiati su Lo Spacco

08/03/10 eCampus, l’ateneo di Mr. Cepu

09/03/10 Todos abogados Cepu

09/04/10 Laurearsi con le slide

09/04/10 Lauree online? Un bluff all’italiana

03/06/10 Le telematiche e la legge da modificare

15/06/10 eCampus e le domande senza risposta

16/07/10 Ci ripensi, presidente

20/07/10 Quest’uomo è un genio

27/07/10 Sotto inchiesta l’ateneo di Mr. Cepu

02/08/10 Avvocati-olè, il risveglio del Consiglio

17/08/10 eCampus i misteri della Formula College

06/09/10 eCampus, Ionesco in cattedra

18/09/10 Su MF la bad company di Mr. Cepu

24/09/10 “Faccia chiarezza su eCampus”

24/09/10 Caro Ministro, ha notato quella pubblicità?

30/09/10 Un Espresso senza crema

10/11/10 Réclame Cepu, fra lumbard e guai

16/11/10 Se eCampus studia Cepu

18/11/10 E la Gelmini vara la riforma Cepu

25/11/10 eCampus: non useremo la “riforma Cepu”

02/12/10 “Aiutini Cepu”, il mini-endorsement del Corriere

14/12/10 Editoriale Dicembre 2010

14/12/10 Sfiducia bocciata, c’entra Mr. Cepu?

14/12/10 Sommario Dicembre 2010

29/03/11 Ora Mr. Cepu regala cattedre

28/04/11 Polidori,  più atenei per tutti

06/05/11 Polidori, sottosegretaria

07/05/11 Volare Cepu

17/05/11 Mr. Cepu non farà il sindaco

17/06/11 eCampus-Cepu, nuovo rettore e non solo

02/08/11 Bilancio Cepu, chi l’ha visto?

Data: 16 dicembre 2010

e Campus: non useremo la “riforma Cepu”

polidoriForse la decisione è stata presa dopo che in una accalorata puntata di Ballarò, Rosi Bindi l’aveva sparata grossa: “Stiamo votando una riforma dell’università che toglie risorse all’università ed equipara il Cepu di Berlusconi all’Università Cattolica”. Sta di fatto che eCampus ha inviato, come accade raramente, una smentita agli organi di stampa.

L’esponente del Pd, che forse ha ancora il dente avvelenato per le “belle laureate non come la Bindi” che il Premier dichiarò di aver incontrato all’eCampus di Novedrate nella sua visita privata di luglio, in effetti ha fatto confusione: nel ddl di riforma in discussione alla Camera (e su cui anche oggi il Governo è andato in minoranza) non c’è traccia di tutto questo. E’ però invece vero che nel suo Docreto di programmazione 2010-2012, come ha scritto ItaliaOggi riprendendo un’anticipazione di CampusPRO (qui, registrandosi, si può scaricarne una copia), l’aveva chiamata la “riforma Cepu”.

Un errore nella forma ma non nella sostanza, visto che il Decreto è un documento politico nel quale il ministro dell’Università chiarisce gli obiettivi di un triennio.

Ma Polidori è notoriamente uomo di sostanza e per lui ce n’era abbastanza per rompere la proverbiale riservatezza.

“Non abbiamo alcuna intenzione di trasformare la nostra università on line in un’università tradizionale”, esordisce  la nota stampa che prosegue: “Ci teniamo a dirlo per rispondere agli articoli e ai servizi che parlano di un articolo a nostro favore contenuto nel decreto di programmazione 2010-2012″.

Da eCampus chiariscono “la volontà che ci ha spinti a istituire un’università on line, anziché un’università tradizionale: la nostra scelta è frutto della convinzione, maturata per esperienza diretta, che il modello organizzativo delle università on line sia vincente per qualità ed efficienza”.

Segue la rivendicazione della bontà del modello telematico: “Le più grandi università del mondo sono on line”, recita il comunicato e, attenzione,  “hanno sedi locali che gli permettono di assicurare l’assistenza amministrativa, logistica e tutoriale necessaria ad ogni studente (corsivo nostro, ndr)“.

È per questo, conclude il comunicato, ” che abbiamo deciso di realizzare questo modello in Italia, istituendo un’Università on line e ottenendo ottimi risultati“.

Oltre alla novità di eCampus che comunica – era successo solo nel pomeriggio della trionfale visita privata di Berlusconi – che annuncia di non volersi avvalere della possibilità di conversione che verrà offerta dal Decreto, è proprio il passaggio sulle sedi locali quello di maggior interesse.

eCampus ha una sede principale e due sedi distaccate a Roma e a Messina (che peraltro non risultano dal sito del ministero ma questa è un’altra storia).  Altre sedi, non esistono. A meno che, non ci si voglia riferire alle 120 sedi Cepu convenzionate, dove viene commercialmente proposta l’iscrizione a eCampus.

Passi per l’assistenza tutoriale; passi pure quella logistica. Ma è l’assistenza amministrativa che dà da pensare:  non sarà che nelle agenzie Cepu si sbrigano pratiche amministrative dell’ateneo eCampus? Sembra difficile, visto che a Novedrate, Polidori ha chiamato un “capitano di lungo corso” dell’amministrazione universitaria, Silvio Colombo,  già dirigente di Liuc e Cattolica: difficilmente un dirigente navigato accetterebbe che si espletassero altrove pratiche di stretta pertinenza accademica.  Che invece non si parli di un modello che si vuol costruire?

P.s. potenza dell’algoritmo di Google e dei grandi investimenti di Mr. Cepu, al secolo Francesco Polidori, può accadere che cliccando su YouTube il video sul passaggio di Bindi a Ballarò, compaia a fianco una bella pubblicità dell’ateneo di Novedrate.

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Data: 25 novembre 2010

Quest’uomo è un genio

Dalla visita di Silvio Berlusconi, ieri, all’ateneo eCampus di Novedrate (Como), emerge in tutta la sua evidenza la genialità del fondatore del Cepu, Francesco Polidori.

Nella mezz’ora che il premier gli ha dedicato, il patron del Cepu è riuscito a ricavare una dichiarazione pubblica – o almeno resa agli studenti o ritenuti tali che affollavano il campus – circa il mantenimento del valore legale del titolo di laurea.
In questo modo, vengono archiviati in un colpo solo tante ansie riformiste pidielline che facevano perno proprio sulla liberalizzazione del titolo. Ricette che, nel passato recente, aveva affascinato anche la Gelmini, sebbene avesse sempre dichiarato che l’abolizione del valore legale non era una sua priorità.
E su questo benedetto-maledetto valore si regge tutto il sistema delle università telematiche, eCampus inclusa.
Non solo. Polidori è riuscito a ottenere la visita berlusconiana nel momento più critico per l’università telematica in generale, quando cioè il Cun, dopo tante cautele, si era deciso a inviare al ministro una mozione sulla necessità di mettere ordine nel settore, denunciando alcune situazioni ormai ingestibili e non in linea con la attuale legislazione.
Se quel parere poteva spingere la Gelmini a prendere qualche decisione, ora con la scelta del presidente del Consiglio di visitare Novedrate, il ministro dovrà fare qualche riflessione aggiuntiva.
E cosa dire degli esperti del Cnsvu che, entro quest’anno, dovranno recarsi all’ateneo di Polidori per verificare gli standard dell’offerta formativa? Riusciranno a non farsi condizionare dalla festosa eco della visita presidenziale?
Last but not least: Polidori è riuscito a nascondere a Berlusconi il suo lungo passato dipietrista, ascoltando senza batter ciglio le ironie del premier sulla laurea di Di Pietro.

Evidentemente, Berlusconi non sapeva che l’Idv è stata fondata nel hotel polidori1 Il Borgo a Borgo S.Sepolcro (Arezzo), di proprietà di Polidori; aveva dimenticato le ossessive campagne pubblicitarie dell’ex-pm in favore del Cepu; aveva rimosso le lezioni-show di Di Pietro sul diritto penale e processuale tenute nei suoi centri e anche il tentativo di Polidori di creare una lista autonomista, di vago sentore leghista, alle ultime elezioni regionali in Umbria.
Per questo e per molto altro, Francesco Polidori è indiscutibilmente un genio. Chapeau.

Data: 20 luglio 2010

Laurearsi con le slide

cepunew

Anticipiamo l’editoriale di Campus aprile, in edicola nei prossimi giorni.

Mano a mano che ci addentriamo nell’universo Cepu dobbiamo ammettere che sempre più spesso la realtà supera la fantasia.

Facendo la conoscenza di eCampus – l’università telematica istituita con il beneplacito del ministero, ma contro i pareri del Consiglio universitario nazionale e del Comitato nazionale di valutazione – i peggiori pregiudizi sulle università on-line si sono materializzati. O meglio, la realtà ha superato la fantasia.

Leggere per credere, a pagina 26, la storia di un professionista siciliano che, dopo un mesetto di frequentazione, analizzato il materale ricevuto per studiare «a distanza», valutato il tipo di interazione con la struttura, ha preso carta e penna per scrivere a Novedrate dicendo: «Signori, così non va. Così è impossibile laurearsi lavorando, come voi promettete». Ma quando ha chiesto indietro i soldi dell’iscrizione, gli hanno spiegato, senza troppi giri di parole, che poteva mettersi l’animo in pace. Lui, convinto d’essere nel giusto, non lo ha fatto, si è rivolto a un legale e lavora alacremente a un sito-denuncia che sarà presto in rete e che Campus ha potuto visionare in anteprima. Ovvero, chi di on-line ferisce…

Leggendo però il servizio, scoprirete un modo di fare università a distanza basato sul download di manciate di slide che riassumono alcuni insegnamenti e poi invitano a pezzi di manuale «da pagina X a pagina Y». La piattaforma telematica controlla che abbiate scaricato i materiali, accertando così il vostro impegno. Insomma, l’università del Reader’s digest, il bignami letterario americano.

Se proprio non capite, grazie a una convenzione, potete scambiarvi mail con un tutor di Cepu, che vi risponderà nelle due ore di colloquio settimanale che vi spettano da contratto. I docenti? Li vedrete a Novedrate, a Roma o a Messina, per un seminario intensivo pre-esame. Videolezioni? Giammai. Colloqui via skype col professore? Non se ne parla. Chat col docente? Non prevista. Insomma, la laurea telematica, almeno nel caso di eCampus, parrebbe essere la vecchia università dei non frequentanti. Con molte migliaia di euro in meno di costo e qualche certezza in più su chi scrivesse le dispense e i libri su cui ci si preparava.

Data: 9 aprile 2010

Lauree online? Un bluff all’italiana

di Maria Teresa Melodia

2227Dopo averlo scritto nero su bianco noi di Campus, anche Repubblica.it affronta la questione del business delle lauree online, che in tempi record (un anno di studi come sconto garantito, 24 mesi contro i 36 necessari), e dietro ingenti somme ( circa 12 mila euro in tre anni) snocciolano lauree a persone, spesso alla ricerca di un avanzamento di carriera, più che di un titolo di studio frutto di impegno e competenze.

“Sono decine i concorsi indetti ma in realtà i docenti idonei non vengono assunti quasi mai a favore di personale a contratto. Dagli imprenditori alle banche la proprietà passa spesso di mano” riporta il quotidiano nazionale, che sottolinea come a sette anni dalla loro nascita, istituita con il decreto ministeriale del 17 aprile 2003 firmato dal ministro dell’Istruzione Letizia Moratti e dal ministro dell’Innovazione Tecnologica Lucio Stanca, gli atenei telematici italiani sono diventati a tutti gli effetti un – sistema parallelo- per scorciatoie a pagamento.

Un business da oltre 100 milioni di euro l’anno, senza contare i proventi di master e specializzazioni. Un’anomalia tutta italiana dal momento che nel nostro Paese le università telematiche sono 11, il numero più alto di tutta Europa, dove in ogni nazione ne esistono una o due soltanto. Tra gli atenei sui generis, in prima fila, spicca E-campus, filiazione universitaria del ricco e potente Cepu, famoso “centro di assistenza agli esami”.

Insomma, quello che doveva essere l’e-learning italiano si è rivelato il classico pasticcio all’italiana, un po’ come è successo con i tanto decantati contratti flessibili creati sulla base del modello americano. Ma questa è un’altra storia…

Di Cepu & co. abbiamo già scritto, oltre che su carta, qui e qui.

Data: 9 aprile 2010
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