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Punizione in arrivo

di Claudia Cervini

foto_MOFFA_uniteA seguito della “lezione” negazionista di Claudio Moffa, ordinario alla facoltà di Scienze politiche dell’Università di Teramo, che in classe ha contestato l’esistenza di una delle pagine più buie della storia dell’uomo, la Shoah e lo sterminio operato dai nazisti, arriva la presa di distanza di Rita Tranquilli Leali, rettore dell’ateneo abruzzese.

“Come rappresentante dell’ateneo” afferma Tranquilli Leali, “e come docente, insieme ai presidi, esprimo con fermezza il più totale distacco dalle affermazioni del professor Moffa. Sento il dovere di sottolineare” continua il rettore “che […] il Senato accademico, martedì prossimo, valuterà il comportamento del professore e assumerà le opportune determinazioni” ha concluso il Magnifico.

Insomma sono in arrivo provvedimenti, sia in relazione al master “Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente” di cui Moffa è coordinatore, sia in relazione allo stesso professore.

Infatti per il rettore le affermazioni di Moffa non possono trovare giustificazione nel principio costituzionale della libertà di insegnamento.

Data: 8 ottobre 2010

Più PEC per tutti (o quasi)

di Claudia Cervini

PECCasella di posta certificata (PEC) in arrivo per gli studenti di informatica dell’Unicam. In via del tutto sperimentale i ragazzi potranno quindi inviare messaggi di posta elettronica che hanno lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento tradizionale. Ricordiamo che la PEC è il nuovo servizio di dialogo con le Pubbliche amministrazioni che ha visto il via lo scorso 26 aprile per opera del ministro Brunetta al fine di facilitare la comunicazione tra cittadini e P.A. Il servizio non è semplicemente utile e funzionale, ma ha obbligo di legge per le Pubbliche amministrazioni. È noto che la PEC può aggiungere la certificazione del contenuto del messaggio solo se in combinazione con un certificato digitale; per questo agli studenti di informatica della Unicam sarà data in dotazione la Carta Raffaello, uno strumento di identificazione che permette di accedere ai servizi on-line della Pubblica amministrazione semplicemente digitando il codice pin della smart card dopo averla inserita nel lettore. Grazie all’abbinamento Carta Raffaello- firma elettronica gli studenti potranno avere una PEC legalmente riconosciuta in tutto lo Stato italiano. Gli informatici potranno così comunicare in maniera ufficiale domande di lavoro, domande per concorsi e altro, con un notevole risparmio di tempo e in tutta comodità. Il servizio è sicuramente ottimo, anche perché, come il buon senso comanda, totalmente gratuito.

Finalmente l’università italiana si mette al passo coi tempi e agevola la comunicazione tra gli enti pubblici, creando un linguaggio condiviso, semplificando passaggi burocratici e promuovendo una rete comune. Ampliamo però il quadro e facciamo notare che il 20 aprile 2010 è stato comunicato sul portale del ministero per la Pubblica amministrazione e per l’innovazione che soltanto 17 università su 93 avevano passato “l’esame PEC”: il DigitPA ha controllato quanti atenei  avessero pubblicato una o più PEC nel proprio sito istituzionale così come nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (www.indicepa.gov.it).

Tra i virtuosi ci sono Pavia (con ben 147 PEC), Firenze (95), Roma Tre (54), Brescia (21), Udine (2), Cagliari (1), Calabria (1), “Federico II” di Napoli (1), Seconda Università di Napoli (1), Perugia (1), “Mediterranea” di Reggio Calabria (1), Sannio di Benevento (1), Teramo (1), Torino (1), Trento (1), Trieste (1) e Verona (1). Questa “classifica” ci aiuta a riflettere sulle difficoltà e sui ritardi, ovviamente non solo universitari, che l’Italia ha ad affrontare cambiamento e semplificazione. Tornando al discorso Unicam: d’accordo che il progetto è stato appena lanciato e si trova in una fase del tutto sperimentale, una domanda però sorge spontanea: perché soltanto per gli informatici? Riconosciamo il buon punto di partenza, la speranza però è che non si proceda a passo di gambero, ma che il progetto venga esteso a tutti gli universitari in tempi ragionevoli. L’Università di Camerino con il gruppo di ricerca UeG (Unicam E-Gov research group) si è dimostrata attenta ai processi di innovazione della Pubblica amministrazione, a cui ha collaborato, nel caso discusso, anche il gruppo PF Informatica della Regione Marche.

Ciò che si auspica è che tutte le università facciano lo stesso, in modo da creare realmente un sistema comune e condiviso. Insomma non solo un sasso nello stagno, ma l’inizio di un processo di semplificazione.

Data: 26 maggio 2010

Terremoto, UniBari blocca i trasferimenti

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La notizia è di fine aprile ma è stata resa nota, nei giorni scorsi, da CampusPRO, il quindicinale di Campus dedicato ai professionisti dell’università e della ricerca, che ha pubblicato il verbale “ufficioso” di una riunione della Conferenza dei Rettori italiani-Crui.

In quel documento, il resoconto curato dal professor Andrea Di Liddo, prorettore a Foggia, si dava conto anche di un intervento del rettore barese, Corrado Petrocelli, sul trasferimento nel suo ateneo degli studenti aquilani.

Petrocelli spiegava di aver ricevuto, nelle settimane successive al sisma, “oltre 150 richieste di trasferimento” a Bari, e “di averle respinte tutte”. Il rettore invitata quindi i suoi colleghi a fare altrettanto.

Il gesto voleva essere,  evidentemente, di solidarietà con l’ateneo aquilano che rischierebbe la diaspora studentesca. Un altro duro colpo, dopo il terremoto.

Lodevole.

Come però è legittimo il desiderio di tanti studenti di non perdere un anno.

Perché il punto è proprio questo: chi sta pensando a loro?

Proprio ieri, fra le lettere a Repubblica, emergeva lo sfogo di uno studente aquilano (iscritto però a Teramo). Lamentava la sparizione degli aiuti di Trenitalia che, per nei primi due mesi, aveva offerto il trasporto gratuito agli studenti su quella tratta.

Non vorremo che dopo l’emozione del 6 aprile intorno alle macerie della Casa dello Studente e, nelle settimane successive, alle lauree alla memoria per gli studenti morti, sulle storie, le vite, i bisogni degli universitari aquilani scendesse, inesorabile, l’oblio.

Data: 12 giugno 2009
Campus
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